Equivalenti. Sostenibilità per il SSN e risparmio per i cittadini ma uso ancora limitato

I farmaci equivalenti avendo stesso principio attivo, concentrazione, forma farmaceutica, via di somministrazione e indicazioni di un farmaco di marca non più coperto da brevetto (originator), sono dal punto di vista terapeutico, equivalenti al prodotto di marca ma molto più economici, con risparmi che vanno da un minimo del 20% ad oltre il 50%. Questo è fondamentale per mantenere sostenibile l’SSN, consentendo da un lato di liberare risorse indispensabili a garantire una sempre maggiore disponibilità di farmaci innovativi, dall’altro, al cittadino di risparmiare di
propria tasca all’atto dell’acquisto dei medicinali.

Ma l’uso del farmaco equivalente in Italia è ancora basso rispetto ai medicinali di marca, dall’analisi dei consumi per area geografica, nei primi nove mesi 2019 si è visto come il consumo degli equivalenti di classe A sia risultato maggiore al Nord (37,3% unità e 29,1% valori), rispetto al Centro (27,9%; 22,5%) e al Sud Italia (22,4%; 18,1%). Per fare il punto sulla situazione in Italia e sul perché di queste differenze Motore Sanità, in collaborazione con Mondosanità, ha organizzato il Webinar “Farmaci Equivalenti, opportunità clinica ed economica. Come proporli in maniera corretta”.

“Le farmacie hanno da subito collaborato con le istituzioni per promuovere i farmaci equivalenti: ogni giorno in farmacia diamo informazioni sulla loro sicurezza ed efficacia ai pazienti, spiegando loro che gli equivalenti sono sicuri e affidabili” ha affermato il presidente di Federfarma Marco Cossolo. “L’impegno delle oltre 19.000 farmacie italiane nella diffusione di una cultura del farmaco equivalente rientra nella loro vocazione di presidi territoriali di prossimità, facilmente accessibili anche nelle aree più interne del paese, in cui il cittadino può entrare con fiducia per ricevere un consiglio professionale e assistenza utile per seguire correttamente le terapie prescritte dal medico”.

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