FarmacistaPiù 2026: la sfida di trasformare le riforme in opportunità reali per i farmacisti

È cominciato ieri e si conclude oggi a Roma la XIII edizione di FarmacistaPiù, il Congresso dei Farmacisti Italiani promosso da Federfarma, Fondazione Francesco Cannavò e UTIFAR, con il patrocinio di FOFI e ENPAF.
Al centro dei tre giorni di lavori, una priorità condivisa: fare in modo che le recenti riforme e l’ampliamento delle competenze si traducano in modelli organizzativi ed economici sostenibili sul territorio, superando le storiche frammentazioni della categoria.
La principale novità di quest’anno ha visto l’istituzione di quattro Tavoli Tematici operativi, nati per strutturare proposte concrete insieme alle rappresentanze regionali su governance, sostenibilità della farmacia di comunità, ricambio generazionale e formazione.

L’indirizzo politico della categoria è stato tracciato da Andrea Mandelli, presidente della FOFI e del Congresso, che ha spinto sulla necessità di una forte coesione interna per gestire il decentramento sanitario.
“L’unità della professione è la condizione indispensabile per affrontare con autorevolezza le trasformazioni della sanità”, ha dichiarato Mandelli.
Secondo il presidente della Federazione degli Ordini, una visione d’insieme è l’unico strumento per governare le nuove responsabilità in tema di prevenzione e continuità assistenziale, con l’obiettivo di supportare un Servizio sanitario nazionale “più efficiente, equo e vicino ai bisogni delle persone”.

Sul piano operativo e della sostenibilità economica delle farmacie di comunità, l’attenzione si sposta sull’integrazione clinica e sulla difesa dei presidi più isolati.
“Il farmacista e la farmacia di comunità stanno vivendo una fase di profondo cambiamento”, ha spiegato Marco Cossolo, presidente di Federfarma.
Per consolidare la farmacia dei servizi come colonna portante del territorio ed evitare nuove disuguaglianze, Cossolo ha ribadito che “è fondamentale la collaborazione del farmacista con il medico e le altre figure professionali della salute”.

Le risposte della politica sono arrivate nella sessione plenaria conclusiva, dedicata al “Patto per la Professione e per la Farmacia”.
Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha confermato il ruolo cardine delle farmacie nella riorganizzazione della medicina del territorio.
Nel suo intervento, Gemmato ha evidenziato l’urgenza di adottare nuovi modelli gestionali che sappiano migliorare l’accessibilità alle cure per i cittadini e, contemporaneamente, ottimizzare la spesa pubblica riducendo gli sprechi farmaceutici.
Il Congresso si chiude con l’indicazione di un percorso chiaro: il formale riconoscimento delle competenze deve ora trovare applicazione pratica attraverso risorse adeguate, standard di qualità uniformi e un dialogo costante con le Regioni.

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