Rischio cyberattacchi alla catena del freddo dei farmaci: LIPHE sollecita il confronto con le Istituzioni

Il rischio che un attacco informatico ai sistemi di gestione della catena del freddo possa compromettere la conservazione dei medicinali termosensibili, con pesanti ripercussioni sulla disponibilità di prodotti salvavita, ha spinto LIPHE (Logistica Integrata Pharma Healthcare) a chiedere l’apertura immediata di un tavolo di confronto con le autorità competenti. L’obiettivo dell’associazione è rafforzare le strategie di prevenzione e coordinamento a tutela della salute pubblica.
Sotto la lente ci sono in particolare i sistemi di refrigerazione e le infrastrutture tecnologiche che gli operatori logistici utilizzano quotidianamente per garantire il mantenimento delle temperature corrette durante il trasporto e lo stoccaggio dei farmaci.

Un eventuale blackout o il malfunzionamento dei software indotto da un’azione hacker potrebbe causare il deterioramento e la perdita di intere scorte di vaccini, terapie geniche, farmaci biologici e dispositivi medici delicati.
Il Presidente di LIPHE, Pierluigi Petrone, ci tiene a precisare che al momento non si registrano attacchi o coinvolgimenti diretti della filiera in episodi di questo tipo, ma ritiene fondamentale muoversi d’anticipo.

“Pur non essendoci ad oggi evidenza di un diretto coinvolgimento del nostro settore, tali episodi suggeriscono l’importance di un confronto preventivo sulle iniziative che le Istituzioni competenti possono mettere a disposizione per tutelare la continuità della distribuzione dei medicinali, valorizzando i presìdi e le procedure già esistenti. Ricordiamo che i prodotti farmaceutici richiedono una gestione attiva della catena del freddo, con un trend in aumento del deep frozen per vaccini, terapie geniche e farmaci biologici, che costituiscono un mercato in espansione“, spiega Petrone, tracciando l’evoluzione di un mercato in rapida trasformazione.

Per disinnescare queste criticità prima che si trasformino in emergenza, l’associazione propone un incontro formale con il Ministero della Salute, l’AIFA e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) sfruttando la cornice del Tavolo settoriale NIS 2.
“Chiediamo un primo incontro con AIFA, il Ministero della Salute, attraverso il Tavolo settoriale NIS 2, con il coinvolgimento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, per valutare: le informazioni e le indicazioni eventualmente già disponibili presso le autorità sui rischi connessi ai sistemi di refrigerazione e ai relativi fornitori tecnologici nonché i canali istituzionali esistenti per la diffusione tempestiva di allerte e l’accesso al supporto in caso di incidente; oltre alle forme di coordinamento pubblico già attivabili per salvaguardare la disponibilità dei medicinali in situazioni di emergenza“, dichiara il Vice Presidente Alfredo Sassi, referente dell’Innovation Lab LIPHE.

La proposta dell’associazione poggia comunque su una condizione molto chiara: il potenziamento della sicurezza non deve tradursi in nuova burocrazia per le aziende del settore.
LIPHE chiede che le future linee d’azione si sviluppino nel solco degli obblighi già vigenti, senza introdurre ulteriori adempimenti, costi organizzativi o duplicazioni nei controlli. L’idea condivisa è quella di proteggere la continuità della filiera farmaceutica valorizzando gli strumenti pubblici di assistenza e supporto, ricordando che oggi difendere l’efficacia di un farmaco non significa più soltanto controllarne la temperatura, ma anche blindare i server e i software da cui dipende la sua sopravvivenza.

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