Gli italiani vivono per 16 anni con cronicità e disabilità: la prevenzione cardiovascolare fondamentale per un invecchiamento in salute
Gli italiani vivono sempre più a lungo, ma non sempre in buona salute. In Italia l’aspettativa di vita ha ormai superato gli 83 anni, mentre gli anni vissuti in buona salute si fermano a circa 67: un divario di oltre 16 anni, pari a quasi il 20% della vita, spesso caratterizzato dalla presenza di patologie croniche o condizioni di disabilità. In questo scenario, la prevenzione cardiovascolare rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre gli anni vissuti con malattia e migliorare concretamente qualità e durata della vita.
È questo il messaggio al centro della VI Giornata Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare, promossa il 13 maggio dalla SIPREC – Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare e ospitata presso l’Auditorium Cosimo Piccinno del Ministero della Salute.
Il fenomeno non è solo italiano. Uno studio pubblicato su JAMA Network Open, condotto su 183 Paesi nel periodo 2000-2019, ha documentato che il divario globale tra aspettativa di vita e anni vissuti in buona salute è cresciuto del 13%, con le donne, le fasce socioeconomiche più deboli e i meno istruiti a pagare il prezzo più alto.
Le malattie cardiovascolari sono tra i principali responsabili di questo scarto. Negli over 65 la loro prevalenza raggiunge il 27%, salendo al 30-35% negli over 75: circa un anziano su tre.
Sono responsabili del 50-60% della mortalità in questa fascia d’età e rappresentano la prima causa di ricovero e di consumo di risorse sanitarie.
Eppure la prevenzione può fare molto. A 50 anni, in presenza dei principali fattori di rischio, la probabilità di sviluppare una malattia cardiovascolare è del 24% nelle donne e del 38% negli uomini.
Se quei fattori vengono identificati e trattati in tempo, si possono guadagnare fino a 14,5 anni liberi da malattia cardiovascolare nelle donne e 11,8 anni negli uomini.
“Non possiamo fermare l’invecchiamento, ma possiamo mitigarne in modo efficace le conseguenze a livello cardiovascolare, riducendo la vulnerabilità individuale agli eventi acuti e alle cronicità più severe”, ha sottolineato il Prof. Massimo Volpe, Presidente SIPREC.
“La prevenzione assume un ruolo centrale nelle politiche sanitarie, da una parte attraverso strategie di popolazione, soprattutto sugli stili di vita, dall’altra con strategie individuali basate su interventi multidisciplinari e terapie innovative.
Il concetto chiave è quello di healthspan, ossia gli anni vissuti in buona salute.”
Il messaggio della Giornata è stato affidato anche a due testimonial. “Al centro di tutto c’è sempre il cuore. Il cuore mi muove nelle mie scelte quotidiane. Anche la prevenzione è una scelta quotidiana: silenziosa, fatta di piccoli gesti.
Muoversi, mangiare con attenzione, controllare i segnali che il corpo ci manda, ascoltarsi davvero“, ha detto l’attrice Isabella Ferrari. Le ha fatto eco la schermitrice Rossella Fiamingo: “Prendersi cura del cuore non è un privilegio degli sportivi d’élite.
È un diritto e una responsabilità di tutti. La prevenzione non è qualcosa che si fa quando si è già in difficoltà; si costruisce giorno dopo giorno con piccole scelte consapevoli.”
La conferenza, patrocinata dall’Università Sapienza di Roma e dall’IRCCS San Raffaele e insignita della medaglia della Presidenza della Repubblica, ha riunito istituzioni, clinici e rappresentanti della società civile in un confronto che ha ribadito un concetto ormai ineludibile: la prevenzione non è un intervento episodico, ma una strategia che accompagna l’intero arco della vita.