Farmaci di automedicazione, benefici per il SSN fino a 3 miliardi l’anno

L’automedicazione responsabile può contribuire alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale (SSN), migliorare l’appropriatezza delle risposte ai disturbi lievi e generare benefici economici e organizzativi stimati in quasi 3 miliardi di euro l’anno.
È quanto emerge dallo studio _Il valore dell’automedicazione. Un pilastro per la salute pubblica e l’economia del Paese_, realizzato da TEHA Group per Federchimica Assosalute e presentato a Roma il 20 ottobre 2026.

In un contesto caratterizzato dalla riduzione dei medici di medicina generale e dalla pressione sui Pronto soccorso, i medicinali senza obbligo di prescrizione possono favorire una gestione appropriata dei disturbi minori, senza sostituire il ricorso ai professionisti sanitari quando necessario.

Secondo lo studio, i farmaci di automedicazione, che rappresentano il 13,5% dei volumi della farmaceutica territoriale, consentirebbero di liberare tempo per i medici di medicina generale per un valore stimato di 1,9 miliardi di euro, a cui si aggiungono circa 600 milioni di euro di tempo restituito ai cittadini. Un ricorso appropriato all’automedicazione potrebbe inoltre evitare quasi un milione di accessi annui al Pronto soccorso per problemi a bassa complessità, con costi associati pari a circa 306 milioni di euro, di cui 281 milioni a carico del SSN.

Per i farmacisti, i risultati sottolineano l’importanza della consulenza professionale nella gestione dei disturbi lievi e nell’educazione sanitaria.
Medico di famiglia e farmacista restano infatti i principali riferimenti per l’automedicazione in Italia, rispettivamente per il 48,2% e il 47,9% degli intervistati.

La necessità di rafforzare le competenze sanitarie dei cittadini è particolarmente rilevante in un contesto in cui internet, social network e intelligenza artificiale assumono un peso crescente nella ricerca di informazioni sulla salute.
Lo studio evidenzia che il 58% degli adulti italiani presenta competenze sanitarie inadeguate o problematiche, contro una media europea del 46%.

In questo scenario, la farmacia di prossimità può contribuire a distinguere i disturbi gestibili con l’automedicazione da quelli che richiedono una valutazione medica, promuovendo un uso corretto dei medicinali e contrastando le informazioni fuorvianti.

“L’automedicazione responsabile non significa lasciare solo il cittadino, al contrario, vuol dire metterlo nelle condizioni di fare bene ciò che può fare, sapendo quando e a chi rivolgersi”, ha dichiarato Michele Albero, presidente di Federchimica Assosalute.

Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento dell’alfabetizzazione sanitaria, una maggiore collaborazione tra farmacisti e medici, anche attraverso la piena operatività del dossier farmaceutico del Fascicolo sanitario elettronico, e l’aggiornamento delle regole sulla comunicazione al pubblico dei medicinali senza obbligo di prescrizione.

Lo studio evidenzia anche il contributo economico della filiera. Nel 2025, le aziende associate ad Assosalute hanno registrato ricavi per 1.383 milioni di euro, con una crescita dell’1,3%.
Considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti, il valore aggiunto complessivo generato lungo la filiera raggiunge 1,35 miliardi di euro.

Il settore si distingue inoltre per l’elevata qualificazione professionale: il 56,1% degli occupati diretti è laureato e il valore aggiunto per addetto si attesta intorno a 156.000 euro, quasi il doppio della media manifatturiera.

Nonostante questi risultati, il potenziale italiano rimane inferiore a quello di altri mercati europei. La spesa pro capite per i medicinali da banco è pari a 54,3 euro l’anno e, tra il 2015 e il 2025, l’Italia ha registrato soltanto sei riclassificazioni di farmaci da prescrizione a medicinali senza obbligo di ricetta, contro le 15 della Germania e le 26 del Regno Unito.

Secondo Daniela Bianco, partner di TEHA Group, “ogni euro di valore aggiunto generato dalle imprese del settore ne attiva quasi altri tre nel resto dell’economia, mentre un ricorso appropriato ai farmaci di automedicazione libera capacità assistenziale per i professionisti e contribuisce a vivere in buona salute più a lungo”.

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