Deblistering in farmacia, nuove regole e modelli organizzativi per rendere sostenibile il servizio

Il Deblistering nei flussi terapeutici: Sicurezza e Aderenza

Assumere ogni giorno numerosi medicinali, rispettando dosaggi e orari differenti, rappresenta una sfida complessa, in particolare per gli anziani, i pazienti cronici e le persone che seguono terapie articolate.
Questa difficoltà investe direttamente anche i caregiver, costantemente impegnati nella delicata gestione e nel controllo delle somministrazioni giornaliere.
Il deblistering nasce proprio per semplificare questo scenario: su richiesta del paziente e in stretta aderenza alla prescrizione medica, la farmacia predispone confezionamenti personalizzati che organizzano i medicinali in base agli esatti orari di assunzione.
Questo servizio non solo incrementa significativamente l’aderenza terapeutica riducendo il rischio di errori, ma richiede anche protocolli rigorosi, misure di sicurezza certificate, tracciabilità totale e una costante collaborazione con il medico curante.

Dal vuoto normativo alle Linee di indirizzo nazionali

Per anni, l’attività di deblistering si è sviluppata in un contesto frammentato, caratterizzato da forti disparità tra le discipline regionali e dall’assenza di un quadro normativo nazionale uniforme.
Una prima svolta decisiva è arrivata con il parere n. 992 del 2 settembre 2025 del Consiglio di Stato, che ha riconosciuto la legittimità del servizio pur in assenza di specifici divieti o autorizzazioni, subordinandolo al rispetto delle norme di buona fabbricazione e delle cautele applicabili.
Il definitivo consolidamento istituzionale è rappresentato dal decreto del Ministero della Salute dell’11 settembre 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 ottobre.
Il provvedimento approva le “Linee di indirizzo nazionali per il servizio di accesso personalizzato ai farmaci nelle farmacie aperte al pubblico”, tracciando finalmente un riferimento comune per l’intero settore e definendo requisiti operativi, obblighi documentali e responsabilità professionali. Restano tuttavia da sciogliere alcuni nodi applicativi cruciali: dal necessario coordinamento con le normative locali alla sostenibilità economica, fino all’individuazione di modelli organizzativi capaci di includere le farmacie con minori risorse strutturali.

Le questioni aperte: il dibattito a PharmEvolution 2026

Proprio a queste sfide è stato dedicato il convegno “Deblistering: la normativa c’è. E adesso?”, promosso da MekaSafe nell’ambito di PharmEvolution 2026.
L’evento ha approfondito le opportunità e le criticità legate all’evoluzione regolatoria, focalizzandosi sulla costruzione di modelli di servizio sostenibili e accessibili.
Il confronto ha unito competenze giuridiche, sanitarie e istituzionali attraverso tre prospettive complementari (clinico-organizzativa, giuridica e istituzionale) con un obiettivo condiviso: trasformare la personalizzazione della terapia in un vero percorso di presa in carico del paziente.

L’avvocato Marco Ottino, di Farmatutela, ha esaminato le responsabilità professionali e i requisiti di sicurezza e tracciabilità alla luce delle nuove indicazioni nazionali.
L’analisi ha sollevato diversi interrogativi, in particolare sul rapporto con le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) e le strutture residenziali, sulla gestione delle modifiche terapeutiche successive alla preparazione delle confezioni e sui limiti relativi ad alcune categorie di medicinali.

Nel caso in cui vari la prescrizione, per esempio, diventa vitale garantire una comunicazione tempestiva tra medico, paziente, caregiver e farmacia.
Occorre inoltre definire procedure chiare per gestire i lotti già pronti e ripartire le responsabilità in caso di mancata notifica della modifica.
Una menzione speciale è stata riservata ai medicinali stupefacenti (Sezione A della Tabella dei medicinali), soggetti a un regime di controllo particolarmente rigoroso, dove l’identificazione univoca del farmaco e la documentazione delle operazioni rimangono pilastri insostituibili della sicurezza. Infine, il contratto di rete è stato indicato come lo strumento giuridico ideale per favorire le collaborazioni strategiche tra i titolari.

Sostenibilità e capillarità: il modello Hub & Spoke

Accanto ai nodi normativi, il convegno ha esplorato le soluzioni organizzative per rendere il servizio democratico.
Marco Meconi, presidente di Federfarma Marche, ha illustrato l’esperienza dell’Accordo integrativo regionale marchigiano basato sul modello Hub & Spoke, un approccio mutuato dalle buone pratiche già collaudate in Lombardia.
Questo sistema poggia sulla sinergia tra farmacie con diverse capacità strutturali:

  • La farmacia Hub: dotata di locali idonei, tecnologie avanzate e competenze specialistiche, si fa carico della fase tecnica di riconfezionamento in dosi unitarie.
  • La farmacia Spoke: mantiene la titolarità della relazione con l’assistito, gestendo la presa in carico clinica della terapia e la consegna.

In questo modo, il paziente continua a fare riferimento al proprio farmacista di fiducia, mentre la complessità tecnica viene delegata a un centro attrezzato.
L’obiettivo è abbattere la barriera dimensionale, permettendo anche alle farmacie più piccole di offrire il servizio condividendo infrastrutture e competenze.
Per garantire stabilità nel tempo, Meconi ha sottolineato che la tecnologia da sola non basta: servono flussi operativi trasparenti, chiarimenti normativi e un modello economico che assicuri la remunerazione del servizio.

Oltre l’automazione: l’evoluzione digitale e il valore della relazione

Laila Tindara Raffaele, Managing Director di MekaSafe Italia, ha raccontato un anno di esperienze sul territorio, con 25 installazioni e farmacie coinvolte in dieci regioni, circa 6.000 pazienti presi in carico e oltre 500.000 bustine prodotte mensilmente.
Numeri che testimoniano la crescita del servizio, ma soprattutto l’importanza di distinguere la produzione delle terapie dalla presa in carico clinica e relazionale.
Il deblistering non deve esaurirsi nella preparazione delle dosi, ma diventare parte di un progetto più ampio che comprenda ascolto, ricognizione terapeutica, collaborazione con il medico e accompagnamento del paziente nel tempo.

La tecnologia, dunque, si configura come un potente alleato che ottimizza il lavoro del farmacista, senza mai poterne sostituire l’empatia, la competenza o il valore relazionale.
Il successo del deblistering risiede proprio in questa perfetta sintesi tra precisione strumentale, efficienza organizzativa e continuità assistenziale.

A completare la visione della farmacia del futuro, Mauro Bombini, CEO di NewLine, ha evidenziato come un servizio di valore debba necessariamente essere supportato da una comunicazione efficace sul territorio.
La vera svolta strategica consisterà nell’integrare i flussi di deblistering con sistemi di Intelligenza Artificiale, capaci di ottimizzare l’analisi dei dati e la gestione dei pazienti cronici.

La sfida del futuro: verso una cultura dell’aderenza

Il dibattito di PharmEvolution 2026 ha fatto emergere una questione centrale: come conciliare la necessità di regole uniformi e rigorose con l’esigenza di flessibilità organizzativa richiesta dalle diverse realtà territoriali?
La sfida dei prossimi anni non si giocherà solo sul piano dell’innovazione tecnologica, ma sulla capacità di costruire una vera e propria cultura dell’aderenza terapeutica.
Questo percorso richiede il pieno riconoscimento del ruolo professionale del farmacista, una cooperazione interprofessionale fluida tra gli operatori sanitari e la definizione di modelli economici sostenibili.
Il valore profondo del deblistering, in definitiva, non si ferma alla precisione della dose personalizzata, ma risiede nella qualità e nella sicurezza del percorso di cura che la farmacia è in grado di tessere attorno alla persona.

Christian Petrelli

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