Dazi USA sui farmaci generici, Egualia: “La sicurezza degli approvvigionamenti venga prima delle barriere commerciali”
L’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull’intenzione di introdurre dazi sui farmaci generici apre un nuovo fronte nel commercio internazionale del farmaco e riaccende il dibattito sulla sicurezza delle catene globali di approvvigionamento.
A esprimere preoccupazione è Egualia, l’associazione che rappresenta le aziende produttrici di farmaci equivalenti, biosimilari e Value Added Medicines, secondo cui misure di questo tipo rischiano di avere conseguenze che vanno ben oltre gli equilibri commerciali.
“Le dichiarazioni odierne del presidente americano Donald Trump rappresentano un cambio di scenario che merita la massima attenzione”, afferma il presidente di Egualia, Riccardo Zagaria.
“Pur prendendo atto del periodo transitorio annunciato, l’introduzione di dazi sui farmaci generici rischia di produrre effetti che vanno ben oltre il commercio internazionale”.
Per l’associazione, i medicinali fuori brevetto costituiscono un pilastro della salute pubblica e della sostenibilità dei sistemi sanitari.
Ogni giorno garantiscono la continuità terapeutica a milioni di pazienti e, proprio per questo, dovrebbero restare esclusi dalle dispute commerciali.
Secondo Egualia, l’applicazione di tariffe su prodotti che rappresentano oltre il 90% delle prescrizioni negli Stati Uniti potrebbe accentuare le criticità già presenti nelle catene di fornitura dei medicinali essenziali.
La produzione dei farmaci equivalenti si basa infatti su filiere altamente integrate a livello internazionale, nelle quali principi attivi, eccipienti, lavorazioni, confezionamento e produzione finale sono distribuiti tra diversi Paesi.
L’esperienza maturata negli ultimi anni, dalle tensioni geopolitiche alle difficoltà logistiche, ha evidenziato quanto sia strategico poter contare su filiere resilienti, diversificate e interconnesse.
In questo contesto, osserva l’associazione, l’introduzione di nuove barriere commerciali rischia di aumentare i costi di produzione, compromettere la continuità delle forniture e ridurre la disponibilità dei medicinali per i pazienti.
Egualia riconosce che il rafforzamento della capacità produttiva nazionale rappresenti un obiettivo legittimo, condiviso anche in Europa.
Tuttavia, secondo l’associazione, questo risultato dovrebbe essere perseguito attraverso politiche industriali capaci di incentivare gli investimenti, sostenere la competitività e consolidare le filiere produttive.
Il ricorso a misure tariffarie, invece, rischierebbe di alterare gli equilibri di un mercato ormai profondamente globalizzato.
“Se l’obiettivo è rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, occorre sostenere la produzione con politiche industriali e regole di mercato sostenibili, non creare nuove barriere commerciali”, conclude Zagaria.
“I medicinali equivalenti non sono una semplice commodity industriale, ma un’infrastruttura strategica per la salute pubblica.
Ogni misura che ne comprometta la sostenibilità economica o la libera circolazione rischia di tradursi in una minore disponibilità dei medicinali, maggiori costi per i sistemi sanitari e un minore accesso alle cure per i pazienti.”