Vendeva Fentanyl senza ricetta, farmacista sospeso per sei mesi

Resterà lontano dal bancone fino a febbraio 2027 il farmacista già direttore di una nota farmacia del centro di Ancona, colpito da un provvedimento di sospensione dall’Ordine dei Farmacisti diventato esecutivo lo scorso 21 agosto.
Una misura che arriva al termine di un percorso amministrativo innescato mesi fa da un’indagine dei carabinieri del Nas, e che riporta al centro dell’attenzione la vendita irregolare di farmaci oppioidi nelle farmacie del capoluogo dorico.

Tutto nasce dai controlli dei militari, che avrebbero individuato una ventina di episodi in cui prodotti a base di Fentanyl sarebbero stati ceduti senza la necessaria prescrizione medica.
Un’irregolarità non da poco, trattandosi di un analgesico oppioide con una potenza superiore di ottanta volte a quella della morfina: un farmaco che, se sottratto al controllo stringente della ricetta, diventa una sostanza ad alto rischio, tanto da essere ormai al centro, negli Stati Uniti, di una vera e propria emergenza sociale legata al suo uso come droga.

Il caso anconetano si inserisce peraltro in un quadro nazionale che da tempo desta preoccupazione. Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli episodi di furto di Fentanyl dalle strutture sanitarie italiane, l’ultimo dei quali, lo scorso luglio, ha riguardato la sottrazione di ottanta fiale dall’Ospedale Israelitico di Roma. Un fenomeno che ha spinto le istituzioni a più riprese ad alzare il livello di guardia sulla sicurezza dell’intera filiera del farmaco, tra convocazioni di tavoli interistituzionali, richiami alla necessità di controlli più stringenti e appelli a rafforzare la tracciabilità dei medicinali ad alto rischio, senza però che si sia ancora arrivati a un intervento normativo organico sulla materia.

Proprio dopo il furto romano, è intervenuto Luigi D’Ambrosio Lettieri, vicepresidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani e presidente dell’Ordine di Bari e BAT, che ha parlato di una responsabilità collettiva sulla sicurezza del farmaco.
Nel suo intervento, D’Ambrosio Lettieri ha proposto il superamento del registro cartaceo di carico e scarico a favore di una piattaforma digitale interoperabile con i principali sistemi sanitari nazionali, l’introduzione di alert automatici in caso di giacenze anomale o prescrizioni sospette, requisiti di sicurezza rafforzati per la custodia dei farmaci più a rischio e l’istituzione di un Osservatorio nazionale permanente sulla sicurezza della filiera farmaceutica, chiamato a monitorare il fenomeno e proporre aggiornamenti normativi.

L’inchiesta del Nas non ha riguardato la sola farmacia in questione: sarebbero quattro, in tutto, gli esercizi anconetani finiti sotto la lente dei militari, con sanzioni amministrative disposte anche a carico di un altro punto vendita.
Per la farmacia coinvolta nel caso principale, però, il conto è stato più salato. Già lo scorso 7 maggio l’Azienda sanitaria territoriale di Ancona aveva disposto la chiusura del punto vendita per ventuno giorni, provvedimento che si è protratto fino al 31 maggio.
A distanza di poche settimane, in luglio, lo stesso farmacista aveva comunicato all’Ast la propria decisione di lasciare l’incarico di direttore tecnico, poi affidato a un nuovo responsabile.

La sospensione dall’Ordine, secondo quanto ricostruito dagli atti, sarebbe stata deliberata già lo scorso 17 giugno, ma sarebbe diventata operativa solo il 21 agosto, verosimilmente per tempistiche interne all’Ordine stesso: una circostanza confermata anche dall’Albo nazionale dei Farmacisti, dove la posizione del professionista risulta oggi segnalata come sospesa. Fino al 22 febbraio 2027, dunque, il farmacista non potrà esercitare la professione.

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