Dolore cronico: oltre 500 farmacisti lombardi per rafforzare assistenza territoriale e presa in carico del paziente

Rafforzare il ruolo della farmacia nella gestione del dolore cronico, migliorando le competenze dei farmacisti e la collaborazione con i medici di medicina generale.
È questo l’obiettivo del progetto promosso da Fondazione Muralti e Fondazione Nora e Alberto Gentili, che ha coinvolto centinaia di farmacisti lombardi in un percorso di formazione ECM dedicato al dolore cronico, una condizione che in Italia interessa oltre 10 milioni di persone.

L’iniziativa, ideata e realizzata dalle due Fondazioni, ha preso avvio da un’indagine rivolta ai farmacisti lombardi per valutare conoscenze e bisogni formativi sul tema.
Dai risultati è emersa la necessità di approfondire aspetti legati alla gestione del dolore, all’appropriatezza terapeutica e all’utilizzo di farmaci come oppioidi e cannabis terapeutica.
Per rispondere a queste esigenze è stato realizzato un corso FAD gratuito che ha registrato 585 iscritti e 386 farmacisti che hanno completato il percorso, con un significativo incremento delle competenze su normativa, terapie e strumenti di presa in carico del paziente.

L’elevata adesione e il gradimento espresso dai partecipanti confermano il ruolo sempre più centrale della farmacia di comunità nell’intercettare precocemente il dolore, supportare l’aderenza terapeutica e orientare i cittadini verso un corretto percorso di cura, in sinergia con il medico di famiglia e gli altri professionisti sanitari del territorio.

“La farmacia è il presidio sanitario più vicino ai cittadini e, spesso, il primo luogo in cui emerge il bisogno di counseling del paziente con dolore cronico”, commenta Annarosa Racca, Presidente Federfarma Lombardia.
“Il farmacista è chiamato ogni giorno a un compito di grande responsabilità: non solo dispensare correttamente i farmaci, ma anche ascoltare, consigliare e guidare il malato nel suo percorso di cura, vigilando su appropriatezza e sicurezza.
Potenziare le competenze dei nostri professionisti su questo fronte significa rafforzare il ruolo della farmacia nella rete territoriale, la sua capacità di offrire un valido aiuto alla persona che soffre e di porsi come partner strategico del medico di medicina generale e dello specialista, come previsto dalla stessa farmacia dei servizi”.

Il problema ‘dolore’, con la sfida demografica clinica in atto – sempre più anziani, co-morbidi, fragili -, ha raggiunto proporzioni di assoluto rilievo in termini di sofferenza, disabilità, consumo di risorse ed è considerato un tema prioritario di salute pubblica”, dichiara Pierangelo Lora Aprile, Segretario Scientifico SIMG. “Medici di medicina generale e farmacisti possono aprire un nuovo capitolo nella gestione dei pazienti con dolore, stabilendo una ‘alleanza di processo’: azioni sinergiche verso l’appropriatezza, grazie anche a una formazione specifica.
Dalla farmacia che solo ‘dispensa’ si passa alla farmacia che anche ‘intercetta’, diventando vero e proprio sensore sul territorio, in rete con la medicina generale, per promuovere nel cittadino l’automedicazione responsabile, sradicare il pericolo della auto-prescrizione, soprattutto intercettare le situazioni che richiedono, prioritariamente a qualsiasi assunzione di farmaco, il consulto del medico“, conclude Lora Aprile.

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