Via l’IVA dai Dispositivi di Protezione Individuale

La conferma è arrivata con il “decreto rilancio” varato dal Governo Conte e pubblicato il 19 maggio sulla Gazzetta Ufficiale.
Disposta l’esenzione dell’IVA su mascherine e altri beni funzionali al contenimento dell’epidemia Covid-19 come guanti, occhiali, visiere, termometri, gel disinfettanti e abbigliamento protettivo.

In particolare, tra i beni soggetti all’esenzione IVA ci sono:

mascherine chirurgiche;
mascherine Ffp2 e Ffp3;
articoli di abbigliamento protettivo per finalità sanitarie quali guanti in lattice, in vinile e in nitrile, visiere e occhiali protettivi, tuta di protezione, calzari e soprascarpe, cuffia copricapo, camici impermeabili, camici chirurgici;
termometri;
detergenti disinfettanti per mani;
dispenser a muro per disinfettanti;
soluzione idroalcolica in litri;
perossido al 3% in litri;
strumentazione per diagnostica per Covid-19;
tamponi per analisi cliniche;
provette sterili.

Una disposizione che placherà il caos generato dalle precedenti dichiarazioni del Commissario Arcuri, la tanto discussa differenza di 11 centesimi (l’IVA al 22% appunto) per le mascherine chirurgiche che i clienti pretendevano di pagare 50 centesimi.
Per effetto dell’esenzione, il prezzo di vendita al pubblico delle mascherine “chirurgiche” non potrà, d’ora in poi, essere superiore ad € 0,50. Pertanto sarà questo il prezzo da applicare a partire dalle prossime forniture della Protezione Civile.
I rappresentanti della distribuzione intermedia (Adf e Federfarma Servizi), hanno siglato un accordo con il Commissario Arcuri che aggiunge 20 milioni di mascherine ai 10 già promessi durante la conferenza stampa dello scorso 13 maggio. Lunedì scorso 5 milioni milioni di mascherine sono già stati consegnati alle farmacie.
Dal punto di vista operativo, per tutti i beni presenti nell’elenco precedente, occorrerà impostare, nel gestionale, l’aliquota IVA 0%, ovvero “esente con diritto alla detrazione sugli acquisti”.

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