Vaccini Anti-Covid in arrivo ma mancheranno gli operatori sanitari

L’arrivo di nuovi vaccini anti-Covid-19 in Italia potrebbe, nel giro di pochi mesi, sopperire alla caos e all’intermittenza che il primo periodo di rodaggio ha generato fra cittadini e personale sanitario.
Il rischio però è che potrebbero arrivare i vaccini, forse entro l’anno anche quelli italiani di Reithera e Takis-Rottapharm, ma mancherebbe il personale sanitario per velocizzare le operazioni.
A dicembre 2020, proprio a sostegno della probabile campagna di “vaccinazione di massa“, l’ex Commissario straordinario all’Emergenza Domenico Arcuri, ha emanato un bando per l’assunzione di 15 mila operatori sanitari: tremila medici e dodicimila tra infermieri e assistenti sanitari. Ad oggi però sono stati sottoscritti meno di duemila contratti.

Un ritardo inconcepibile se si considera che anche i medici di base stanno cominciando (a rilento) a vaccinare i loro pazienti. Questo a causa dei ritardi relativi agli accordi con le regioni ma anche dell’arrivo a singhiozzo delle dosi.
Un panorama critico che inevitabilmente induce le autorità preposte a considerare altre figure sanitarie territoriali, come i farmacisti, che in più occasioni si sono detti pronti.

Una disponibilità più volte ribadita dai rappresentanti delle associazioni di categoria e dagli Ordini professionali anche perché legittimati dalla Legge di Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020. La norma, come noto, consente la somministrazione del vaccino anche nelle farmacie e parafarmacie con la supervisione di medici e l’assistenza di infermieri e personale delle Asl. Gli accordi e le modalità operative variano da regione a regione così come la remunerazione che si aggira attorno ai 6 Euro per ogni dose somministrata.

Christian Petrelli

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