UK. Prove tecniche di farmacista counselor

Le farmacie possono davvero fare la differenza ed essere “utilizzate”, grazie alla loro capillarità territoriale, per migliorare la vita dei pazienti, soprattutto laddove sostegno e servizi sono carenti. Lo dimostra una ricerca inglese, pubblicata sul British Medical Journal, che ha preso in considerazioni 116 uomini reduci da un intervento di carcinoma prostatico. Dopo le dimissioni dall’ospedale, questi pazienti, in UK come in qualsiasi altro Paese, avevano la necessità di una guida, di un professionista in grado di fornire le informazioni che precedentemente erano affidate a medici e infermieri.

Nel Regno Unito l’esperimento, durato 12 settimane, ha coinvolto gruppi di farmacisti che hanno interagito con ognuno di loro, supportandoli e aiutandoli a cambiare stile di vita. Hanno misurato il peso, l’indice di massa corporea, il colesterolo e la pressione, valutando la forma fisica complessiva di ciascun paziente. I dati hanno consentito di sviluppare un algoritmo utile a generare prescrizioni personalizzate ai partecipanti.
Quest’azione ha dimostrato che nel periodo considerato i livelli di attività fisica dei pazienti è aumentata, il peso è diminuito così come il BMI e il colesterolo.

Un esito che ha soddisfatto pienamente gli autori della ricerca trimestrale anche se la sfida successiva sarà quella di estendere nel lungo periodo un adeguato stile di vita. Per farlo sicuramente le farmacie avranno un ruolo centrale e indispensabile di “counseling” che chiaramente migliorerà la qualità della vita dei pazienti ma potrebbe far risparmiare notevoli risorse ai Ssn di ogni Paese.

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