Politiche Usa e prezzi dei farmaci: scontro aperto alla Camera sul futuro delle terapie innovative
Il mercato farmaceutico italiano finisce al centro di un acceso dibattito parlamentare. Durante la seduta odierna alla Camera dei Deputati, un’interpellanza urgente presentata dalla deputata Marianna Ricciardi (M5S) ha acceso i riflettori sulla clausola statunitense della “Nazione più favorita” (Most Favoured Nation – MFN) voluta dall’amministrazione Trump, sollevando forti preoccupazioni tra i professionisti del settore per la futura disponibilità di farmaci innovativi in Italia.
La misura americana impone alle multinazionali di applicare negli Stati Uniti il prezzo più basso praticato in un paniere di 25 Paesi, tra cui figura l’Italia.
Secondo l’atto ispettivo dell’opposizione, questa mossa starebbe spingendo le aziende farmaceutiche a ritardare o bloccare il lancio delle nuove terapie nel nostro Paese per non compromettere i propri margini sul mercato d’oltreatlantico.
A supporto della tesi, Ricciardi ha citato un dato allarmante: nei dieci mesi successivi all’introduzione della clausola, i nuovi farmaci arrivati in Italia sarebbero scesi da 99 a 33, registrando una contrazione del 67%.
Di contro, la replica del Governo ha cercato di rassicurare la platea di addetti ai lavori e farmacisti. Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha respinto le tesi più allarmistiche, rivendicando l’alto potere negoziale dell’AIFA.
Secondo l’esecutivo, la capacità di spuntare prezzi competitivi non è sinonimo di debolezza economica, ma il risultato di una governance solida e di una recente riforma dell’ente regolatorio che sta mantenendo la spesa sotto controllo.
Gemmato ha rassicurato che, allo stato attuale, i tavoli di monitoraggio ministeriali non evidenziano ripercussioni negative dirette sull’accesso alle cure e che la curva della spesa farmaceutica si mantiene in flessione (+1,1% nel primo bimestre del 2026).
La discussione ha evidenziato due visioni contrapposte su un tema che tocca da vicino la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e il lavoro quotidiano dei farmacisti sul territorio.
Se da un lato il Ministero della Salute difende la riservatezza delle contrattazioni e punta sul nuovo Testo Unico della legislazione farmaceutica per blindare la competitività del Paese, dall’altro l’opposizione invoca contromisure drastiche sul piano fiscale, come il potenziamento della web tax sulle multinazionali tecnologiche americane, per compensare le pressioni commerciali.