Farmacia Loreto Gallo, 63 posti di lavoro a rischio a Casoria: i sindacati chiedono di fermare i licenziamenti

La procedura riguarda i dipendenti dello stabilimento campano. Al centro della vertenza il futuro del sito e la riorganizzazione logistica dopo l’acquisizione di Farmacie Italiane da parte di Dr. Max.
Il futuro occupazionale di 63 lavoratrici e lavoratori è al centro della vertenza che coinvolge lo stabilimento di Farmacia Loreto Gallo a Casoria, in provincia di Napoli.
La procedura di licenziamento collettivo ha spinto i dipendenti a organizzare assemblee e iniziative di protesta davanti alla struttura, chiedendo garanzie sulla continuità delle attività e sulle prospettive del sito.
La mobilitazione, culminata in un’assemblea accompagnata da un sit-in il 19 ottobre, vede in prima linea la Uiltucs che chiede all’azienda di ritirare la procedura e di aprire un confronto concreto sulle possibili alternative ai licenziamenti.
Per il sindacato, la priorità è individuare una prospettiva industriale che consenta di salvaguardare tutti i posti di lavoro, evitando che le conseguenze della riorganizzazione ricadano esclusivamente sui dipendenti.

La vertenza si sviluppa in una fase di cambiamento per il gruppo a cui fa capo l’attività. Nel giugno scorso Dr. Max aveva annunciato un accordo per acquisire il 100% di Farmacie Italiane, società che comprende
44 farmacie, quattro parafarmacie e l’e-commerce Farmacia Loreto Gallo. L’operazione, perfezionata dopo il via libera dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha rafforzato la presenza del gruppo nel mercato italiano.

Proprio la riorganizzazione delle attività logistiche rappresenta uno degli elementi da chiarire nella vicenda di Casoria.
A settembre, circolava la notizia di un possibile trasferimento del magazzino dell’e-commerce Farmacia Loreto Gallo dal sito campano al centro logistico di Dr. Max a Telgate, in provincia di Bergamo.
Si tratta di un’informazione riportata come indiscrezione di mercato, che non equivale a una conferma ufficiale di tutte le decisioni relative allo stabilimento e al personale.

Per i lavoratori, la preoccupazione riguarda dunque non soltanto la perdita del posto di lavoro, ma anche il destino delle attività svolte a Casoria.
La richiesta sindacale è che, prima di arrivare ai licenziamenti, vengano valutate soluzioni in grado di garantire la prosecuzione dell’attività, attraverso investimenti, strumenti di tutela occupazionale e un confronto effettivo con le rappresentanze dei dipendenti.
La Uiltucs contesta l’assenza di proposte sufficienti a scongiurare i tagli e a delineare un futuro credibile per il sito.

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