Iqvia. La farmacia del futuro sarà sempre più aggregata e innovativa

Secondo un’analisi di Iqvia, riportata da Sanità24, la farmacia del futuro sarà sempre più aggregata, con il 25% sotto marchi ombrello o catene virtuali entro il 2019 e vincerà la sfida del mercato chi saprà innovarsi e offrire servizi a valore aggiunto al paziente, radicandosi sempre più sul territorio e diversificando l’offerta. “Il mercato dei prodotti venduti in farmacia – spiega Sergio Liberatore, Amministratore delegato di Iqvia Italia – è cambiato molto negli ultimi dieci anni. Oggi la dispensazione del 90% dei farmaci più innovativi avviene attraverso l’ospedale o l’Asl con l’obiettivo di ridurre i costi attraverso l’acquisto diretto di medicinali dall’industria farmaceutica. Ma questo ha influito sulla redditività della farmacia. Inoltre, hanno un peso sempre più significativo i prodotti equivalenti o generici, che vengono venduti a un prezzo più basso del prodotto originale. Ma il fatturato del settore ha tenuto, compensando la stretta sulla spesa pubblica convenzionata con la vendita di altri prodotti, dagli integratori ai farmaci da banco, dalle creme ai cosmetici”. “L’obiettivo del legislatore di modernizzare il settore e di aprire alle catene di distribuzione al dettaglio è riuscito a metà, ma il settore sta vivendo grandi trasformazioni – sottolinea Liberatore – e si sta preparando all’entrata dei grandi gruppi internazionali. Anche se dalle nostre stime iniziali, pensavamo che il consolidamento in catene sarebbe stato più rapido e che sarebbero entrati velocemente i grandi player come il colosso dell’imprenditore italiano Stefano Pessina, Alliance Boots Walgreens. Se le grandi catene per ora stanno alla finestra, il vento dell’aggregazione si è ormai alzato e soffia sul settore”. “Pensiamo comunque – continua – che per la fine del 2019, circa il 25% delle farmacie si saranno aggregate in qualche forma. Negli ultimi tempi, notiamo anche l’interesse da parte di imprenditori locali che stanno acquistando qualche farmacia sul territorio, e l’attenzione da parte dei fondi d’investimento”. “Questa aggregazione – conlude Liberatore – imporrà un radicale cambiamento nei sistemi di approvvigionamento delle farmacie che si dovranno adattare alle nuove realtà aggregate e in parte autosufficienti. Le industrie farmaceutiche dovranno rivedere le loro strategie e adattare, di conseguenza, le loro organizzazioni commerciali. Insomma, una rivoluzione”.

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