Fustelli e ticket Ssn: l’Ordine di Bari richiama le farmacie al rispetto della contestualità nella dispensazione
La gestione delle ricette Ssn e delle confezioni dispensate torna al centro dell’attenzione professionale. Con una circolare diffusa l’11 giugno, l’Ordine Interprovinciale dei Farmacisti di Bari e Barletta-Andria-Trani ha fornito importanti chiarimenti sulle corrette modalità di gestione dei bollini identificativi dei medicinali e delle quote di compartecipazione alla spesa farmaceutica, ribadendo un principio fondamentale: la dispensazione coincide esclusivamente con l’effettiva consegna del farmaco all’assistito.
Il richiamo nasce dalla necessità di uniformare i comportamenti delle farmacie rispetto a pratiche che, pur talvolta adottate per esigenze organizzative, rischiano di entrare in contrasto con la normativa convenzionale vigente.
In particolare, l’Ordine sottolinea che il bollino identificativo, o fustello, deve rimanere inscindibilmente collegato alla confezione del medicinale fino al momento della consegna al paziente.
A supporto delle indicazioni fornite, la circolare richiama l’Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con le farmacie pubbliche e private, entrato in vigore nel marzo 2025.
L’articolo 10 dell’ACN stabilisce infatti che il bollino identificativo debba essere staccato dalla confezione consegnata all’assistito e che tale operazione venga effettuata contestualmente alla spedizione della ricetta.
Il principio della contestualità rappresenta uno degli elementi cardine del sistema di tracciabilità delle confezioni rimborsate dal Servizio sanitario nazionale.
La normativa collega inoltre la liquidazione delle spettanze economiche alla documentazione che attesta l’effettiva consegna del medicinale e impone la trasmissione dei dati identificativi delle confezioni dispensate.
Un meccanismo che garantisce la piena corrispondenza tra prescrizione medica, confezione erogata, bollino identificativo e richiesta di rimborso.
Alla luce delle disposizioni vigenti, l’Ordine chiarisce che non è consentito procedere alla rimozione preventiva del bollino da confezioni non ancora consegnate al paziente, neppure nei casi in cui il farmaco sia stato ordinato specificamente per un assistito o sia stato accantonato in attesa del ritiro.
Secondo la circolare, infatti, l’approvvigionamento del medicinale, la sua prenotazione o la semplice disponibilità della confezione in farmacia non possono essere assimilati alla dispensazione.
Fino al momento della consegna effettiva, il farmaco deve mantenere integro il proprio sistema identificativo.
Tra i comportamenti espressamente ritenuti non conformi figurano:
- il distacco preventivo del bollino da confezioni non ancora dispensate;
- la detenzione di confezioni prive del relativo identificativo;
- la conservazione separata dei fustelli;
- qualsiasi procedura che possa interrompere la tracciabilità tra prescrizione, confezione dispensata e richiesta di rimborso.
Il chiarimento riguarda anche la gestione delle quote di compartecipazione alla spesa farmaceutica.
L’ACN prevede che l’eventuale ticket a carico dell’assistito venga riscosso all’atto della spedizione della ricetta e quindi contestualmente alla dispensazione del medicinale.
Di conseguenza, evidenzia l’Ordine, non risulta conforme alle disposizioni vigenti richiedere o incassare anticipatamente il pagamento del ticket prima dell’effettiva consegna del farmaco.
Si tratta di un aspetto che assume particolare rilevanza nelle situazioni in cui la farmacia ordina una confezione non immediatamente disponibile, riservandola successivamente al paziente.
Anche in questi casi, la riscossione della quota a carico dell’assistito deve avvenire esclusivamente al momento del ritiro del medicinale.
Oltre agli aspetti amministrativi e convenzionali, la circolare richiama l’attenzione sul valore della tracciabilità all’interno del sistema farmaceutico.
La corretta gestione dei bollini identificativi rappresenta infatti uno strumento essenziale per garantire trasparenza nei confronti del cittadino, controllo della spesa pubblica e sicurezza dell’intero percorso di dispensazione.
Qualsiasi alterazione della corrispondenza tra prescrizione, confezione e documentazione può compromettere tali garanzie.
Non a caso, l’Ordine evidenzia che eventuali irregolarità potrebbero essere oggetto di rilievi in sede ispettiva e determinare conseguenze sotto il profilo convenzionale, amministrativo, disciplinare e, nei casi più gravi, anche penale.
Il messaggio rivolto ai titolari, ai direttori responsabili e ai farmacisti collaboratori è chiaro: verificare che le procedure adottate all’interno della farmacia siano pienamente allineate alle disposizioni dell’ACN e alle regole che disciplinano la dispensazione in regime di Servizio sanitario nazionale.
Un richiamo che va oltre il mero adempimento burocratico e che ribadisce il ruolo della farmacia quale presidio sanitario chiamato a garantire correttezza amministrativa, tracciabilità dei medicinali e tutela delle risorse pubbliche, nel rispetto delle regole che governano il rapporto convenzionale con il Ssn.