Farmacia e medicina generale, verso un modello integrato. Cossolo: “Il domicilio del paziente come luogo di cura”

Valorizzare il ruolo della farmacia nel sistema delle cure primarie, creando sinergie strutturate con i medici di medicina generale e gli infermieri di comunità: è il modello che Marco Cossolo, presidente nazionale di Federfarma, ha illustrato nel corso della trasmissione Coffee Break su La7, intervenendo insieme a Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg.
Un’occasione per ribadire con forza che la farmacia non è un punto vendita di farmaci, ma un presidio sanitario di prossimità difficilmente sostituibile.
Non si può pensare che l’assistenza sanitaria sul territorio si possa fare con capillarità attraverso una casa di comunità ogni 60mila abitanti“, ha detto Cossolo, ricordando implicitamente che sono le farmacie — distribuite in ogni angolo del Paese — a garantire quella presenza quotidiana accanto al paziente che nessun’altra struttura può assicurare.
La cornice normativa c’è già: la proposta di collaborazione tra farmacie e medici di medicina generale, ha spiegato il presidente di Federfarma, è contenuta in una legge che prevede che le due convenzioni siano collegate.
Il lavoro in corso punta a tradurre questa previsione in un percorso concreto, che coinvolga anche l’infermiere di comunità e i Comuni per i servizi sociali, con l’obiettivo di fare del domicilio del paziente il vero luogo di cura.
Lo strumento abilitante è la piattaforma nazionale di telemedicina, che permette l’interoperabilità tra farmacista e medico: quest’ultimo redige il piano di trattamento, mentre il farmacista in farmacia monitora aderenza ed efficacia, restituendo informazioni clinicamente rilevanti.
Una visione in cui dispensazione e servizi non sono attività parallele ma integrate: “La dispensazione aiuta il farmacista a verificare che il paziente sia aderente alla terapia, mentre i servizi di monitoraggio come la telemedicina e gli esami di screening sono utili a verificare l’efficacia dei trattamenti“, ha precisato Cossolo.
Il modello che si sta costruendo riconosce alla farmacia un ruolo attivo nella gestione del paziente cronico, non più limitato alla sola erogazione del farmaco.
Una trasformazione che richiede investimento, formazione e visione — ma che apre prospettive concrete di valorizzazione professionale ed economica per l’intera categoria.

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