Farmaci carenti, AIFA e associazioni della filiera: più spazio all’ordine diretto in farmacia
L’ordine diretto in farmacia può rappresentare un “ponte” fondamentale per garantire la continuità delle cure quando un farmaco risulta temporaneamente indisponibile attraverso i normali canali distributivi.
È questo il punto centrale della nota congiunta diffusa da AIFA, AssoFarm, FarmacieUnite e Federfarma nell’ambito delle attività del Tavolo Tecnico Indisponibilità coordinato dall’Agenzia italiana del farmaco.
L’obiettivo è promuovere e valorizzare il ricorso a questo strumento, soprattutto nei casi in cui si verifica un blocco o un’interruzione nel circuito distributivo che impedisce alla farmacia di approvvigionarsi del medicinale attraverso i consueti canali.
L’ordine diretto come strumento per la continuità terapeutica
In presenza di un’indisponibilità distributiva, il farmacista può attivare direttamente l’ordine del medicinale presso il canale previsto, contribuendo così a superare l’ostacolo e a reperire il farmaco richiesto dal paziente.
Si tratta di un’attività che comporta certamente un impegno lavorativo aggiuntivo per la farmacia, ma che, sottolineano AIFA e le organizzazioni della filiera, viene già svolta in maniera sistematica e regolare.
L’ordine diretto assume quindi un valore che va oltre il semplice approvvigionamento: può diventare uno degli strumenti attraverso i quali la farmacia contribuisce concretamente alla continuità dell’assistenza farmaceutica e alla tutela della salute pubblica.
Una risposta alle indisponibilità dei medicinali
La nota nasce all’interno del Tavolo Tecnico Indisponibilità coordinato da AIFA, che coinvolge i diversi attori della filiera con l’obiettivo di individuare e rafforzare le misure necessarie a fronteggiare le difficoltà di reperimento dei medicinali.
La distinzione tra carenza del farmaco e indisponibilità distributiva è centrale nella gestione del problema. Non sempre, infatti, un medicinale che il cittadino non riesce a trovare in farmacia è realmente assente sul mercato: in alcuni casi il prodotto può essere disponibile, ma non raggiungere la farmacia attraverso i normali canali di distribuzione.
È proprio in queste situazioni che l’ordine diretto può contribuire a creare un “ponte” tra la necessità del paziente e la disponibilità del medicinale.
Il ruolo del farmacista
La raccomandazione condivisa da AIFA, AssoFarm, FarmacieUnite e Federfarma punta dunque anche a evidenziare il ruolo della farmacia come presidio di prossimità del Servizio sanitario.
Di fronte alla difficoltà di reperire un medicinale, il farmacista non si limita infatti a registrare l’assenza del prodotto, ma può attivare le procedure previste per cercare di garantire al paziente la prosecuzione della terapia.
L’invito a utilizzare maggiormente l’ordine diretto rientra quindi in un quadro più ampio di misure di mitigazione delle carenze e delle indisponibilità, messe in campo dalle amministrazioni e dalle organizzazioni della filiera.
Le procedure nel vademecum AIFA
Per orientarsi nella gestione delle diverse situazioni legate alla reperibilità dei medicinali, AIFA ha raccolto le procedure e le indicazioni operative nel vademecum “NON SI TROVA!”.
Il documento rappresenta uno strumento di riferimento per comprendere come comportarsi nei casi in cui un farmaco non sia immediatamente reperibile e quali siano le procedure previste per affrontare le diverse forme di carenza o indisponibilità.
La nota congiunta ribadisce così l’importanza di utilizzare tutti gli strumenti disponibili per ridurre l’impatto delle difficoltà di approvvigionamento e, soprattutto, per evitare che un problema distributivo si traduca in un’interruzione della terapia per il paziente.