Drink spiking, cresce l’impegno delle farmacie italiane: dal Veneto alla Liguria campagne di prevenzione e sensibilizzazione

Le farmacie italiane stanno assumendo un ruolo sempre più attivo nella prevenzione del drink spiking, il fenomeno dell’aggiunta di sostanze psicoattive nelle bevande all’insaputa della vittima, spesso finalizzato a favorire aggressioni e violenze sessuali.
Negli ultimi mesi diverse iniziative, promosse da Federfarma, enti locali e associazioni del territorio, hanno puntato non solo alla distribuzione di kit per il rilevamento di alcune sostanze, ma anche a diffondere una maggiore cultura della prevenzione e del consenso.

A Roma la campagna “Il consenso non si scioglie in un drink“, rilanciata in occasione della Giornata internazionale della donna, ha previsto la distribuzione gratuita di migliaia di test “Check Your Drink” nelle farmacie aderenti, accompagnata da attività di informazione sul fenomeno del drink spiking e sulla violenza di genere.

Nel mese di luglio, a Salerno, il progetto “Io Mi Proteggo” ha ampliato l’approccio alla prevenzione coinvolgendo il Centro Antiviolenza Febe, l’Ordine dei Farmacisti, il Dipartimento delle Dipendenze dell’ASL e l’Arma dei Carabinieri.
Oltre alla distribuzione dei kit nei luoghi della movida, il programma comprende incontri nelle scuole, punti informativi durante gli eventi, una chat anonima di supporto e attività formative rivolte a giovani e adulti.

Anche la Liguria ha avviato una campagna regionale dedicata al drink spiking, promossa in collaborazione con Orientamenti, Rotary e Federfarma Genova.
L’iniziativa prevede la realizzazione di materiali informativi, webinar per le famiglie e la distribuzione di volantini e locandine in oltre 300 farmacie della provincia di Genova, con l’obiettivo di sensibilizzare soprattutto i più giovani.

In Emilia-Romagna, infine, Federfarma Forlì-Cesena ha scelto di distribuire gratuitamente nelle farmacie associate test rapidi per individuare la presenza di sedativi, narcotici e altre sostanze nelle bevande, rafforzando il ruolo della farmacia come presidio di prossimità e punto di riferimento per la prevenzione.

Tra le iniziative più significative figura quella promossa in Veneto con la campagna “Il consenso non si scioglie in un drink – Le farmacie contro la violenza di genere e la droga dello stupro“, presentata presso il Consiglio regionale.
L’iniziativa ha coinvolto circa cento farmacie della provincia di Venezia, dove sono stati distribuiti gratuitamente migliaia di braccialetti monouso in grado di rilevare la presenza di alcune delle sostanze maggiormente utilizzate nei casi di drink spiking, come GHB e ketamina.

L’obiettivo del progetto, promosso con il coinvolgimento di Federfarma Venezia e dell’Ordine dei Farmacisti, è duplice: offrire uno strumento concreto di prevenzione e rafforzare il ruolo della farmacia come presidio sanitario di prossimità, capace di informare, ascoltare e orientare i cittadini. L’iniziativa, inoltre, potrebbe essere estesa anche ai locali della costa veneta e accompagnata da attività di educazione sanitaria nelle scuole, a conferma di un approccio che punta a costruire una rete territoriale di sensibilizzazione e sicurezza.

Pur rappresentando un utile supporto, i kit e i braccialetti non sostituiscono la prevenzione né garantiscono una protezione assoluta.
Le campagne promosse nelle diverse regioni ribadiscono infatti che la migliore tutela resta l’informazione, l’attenzione reciproca e la capacità di riconoscere tempestivamente situazioni di rischio, coinvolgendo i gestori dei locali e, quando necessario, le forze dell’ordine e i servizi di emergenza.

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