Giornata mondiale dell’Alzheimer: diagnosi precoce, prevenzione e presa in carico della fragilità cognitiva
In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, la Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (SIGOT) richiama l’attenzione sull’evoluzione dell’approccio alle demenze: non solo diagnosi e assistenza nella fase conclamata, ma anche identificazione precoce del rischio, prevenzione e presa in carico della fragilità cognitiva.
In Italia si stimano circa 1,1 milioni di persone con demenza, oltre 900mila con Mild Cognitive Impairment e circa 4 milioni di caregiver.
In questo scenario, i nuovi anticorpi monoclonali anti-amiloide hanno aperto una nuova fase della ricerca, mostrando la possibilità di intervenire sui meccanismi biologici della malattia. Il loro impiego resta tuttavia complesso e richiede un’attenta selezione dei pazienti, monitoraggio e valutazione di benefici, rischi e sostenibilità.
Parallelamente cresce l’interesse per i biomarcatori plasmatici, test ematici che potrebbero facilitare l’identificazione dei segni biologici dell’Alzheimer nelle fasi iniziali e contribuire a selezionare i pazienti da indirizzare verso approfondimenti diagnostici più complessi, come PET e analisi del liquor.
“L’obiettivo è intercettare la fragilità cognitiva prima che si traduca in disabilità – sottolinea Luca Cipriani, presidente SIGOT –.
La geriatria può svolgere un ruolo centrale perché il paziente con deterioramento cognitivo presenta spesso comorbidità, politerapia e bisogni assistenziali complessi. La diagnosi precoce deve quindi essere accompagnata da una presa in carico multidimensionale”.
Accanto alla ricerca farmacologica e diagnostica, resta centrale la prevenzione. La Lancet Commission on dementia prevention, intervention and care ha individuato 14 fattori di rischio modificabili, tra cui ipertensione, fumo, obesità, diabete, inattività fisica, isolamento sociale, perdita uditiva e visiva, elevato colesterolo LDL, consumo eccessivo di alcol, trauma cranico e inquinamento atmosferico. Secondo la Commissione, intervenire su questi fattori potrebbe contribuire a prevenire o ritardare fino al 45% dei casi di demenza.
La Giornata Mondiale dell’Alzheimer arriva inoltre in una fase importante per il nuovo Piano Nazionale Demenze.
Il Fondo per l’Alzheimer e le demenze 2024-2026 prevede oltre 34 milioni di euro per il rafforzamento dei servizi, la diagnosi precoce, la formazione, la telemedicina e la teleriabilitazione.
“Alla diagnosi deve seguire un percorso assistenziale concreto – osserva Lorenzo Palleschi, past president SIGOT – con continuità tra Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze, medicina generale, territorio e ospedale, oltre al sostegno ai caregiver”.
La sfida, per la geriatria, è dunque integrare innovazione terapeutica, diagnosi precoce, prevenzione e presa in carico, in un sistema capace di accompagnare il paziente lungo l’intero percorso di malattia.