Appalti farmaceutici, l’Europa cambia rotta: più attenzione a qualità e continuità delle forniture

Le gare per l’acquisto dei medicinali non sono soltanto una questione di prezzo. Dietro le modalità con cui vengono assegnate le forniture ci sono anche la pluralità dei produttori, la capacità delle aziende di programmare la produzione e, soprattutto, la possibilità per il Servizio sanitario nazionale di contare su forniture stabili nel tempo.

È da questa prospettiva che arriva la proposta presentata il 9 settembre dalla Commissione europea, che punta a rivedere le regole sugli appalti pubblici attraverso un nuovo Public Procurement Act.
Tra gli elementi indicati da Bruxelles c’è il principio del miglior rapporto qualità-prezzo, accompagnato da una maggiore considerazione per criteri qualitativi, sicurezza delle forniture, resilienza delle catene di approvvigionamento e riduzione delle dipendenze strategiche.

Un cambio di impostazione che, secondo Egualia Industrie Farmaci Accessibili, va nella stessa direzione già intrapresa dall’Italia nel settore dei farmaci fuori brevetto.

Il punto centrale riguarda il modo in cui vengono costruite le procedure di acquisto. Una competizione concentrata prevalentemente sul prezzo può infatti incidere sulla struttura del mercato e sulla pluralità degli operatori presenti.

Per il comparto dei farmaci fuori brevetto, dove la presenza di più produttori rappresenta un elemento importante per la tenuta delle forniture, il tema assume quindi una particolare rilevanza.

Secondo Egualia, le nuove regole italiane sull’accordo quadro per i farmaci fuori brevetto rappresentano già un passo nella direzione indicata ora anche dall’Europa.
L’associazione chiede quindi che la disciplina trovi piena applicazione nelle procedure di gara, attraverso modelli capaci di mantenere una pluralità di aggiudicatari.

L’obiettivo è ridurre i rischi legati a un’eccessiva concentrazione dell’offerta e rafforzare la capacità del sistema di garantire la continuità delle forniture.

La proposta europea introduce un altro elemento destinato a incidere sul modo di valutare le offerte: il miglior rapporto qualità-prezzo.

Per il settore farmaceutico questo significa considerare, accanto al costo del medicinale, anche aspetti come qualità e affidabilità delle forniture.
Un tema particolarmente delicato quando si parla di medicinali destinati al Servizio sanitario nazionale e di continuità dell’approvvigionamento.

Egualia richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di rendere più prevedibili domanda e volumi di acquisto. Una maggiore stabilità nella programmazione può infatti consentire alle aziende di organizzare con maggiore prevedibilità la produzione e gli investimenti.

C’è poi il tema delle offerte economicamente non sostenibili. Secondo l’associazione, condizioni di gara non adeguatamente sostenibili possono mettere a rischio la continuità delle forniture e favorire nel tempo l’uscita di alcuni operatori dal mercato, riducendo ulteriormente la pluralità dei fornitori.

Il dibattito sugli appalti può sembrare lontano dalla quotidianità della farmacia, ma le conseguenze delle scelte compiute a monte della filiera possono arrivare fino alla disponibilità dei medicinali.

La solidità del sistema di approvvigionamento dipende infatti anche dall’equilibrio del mercato e dalla presenza di più soggetti in grado di garantire le forniture.
Per questo la revisione delle regole sugli acquisti pubblici assume una dimensione che va oltre la semplice gestione della spesa.

La direzione indicata da Bruxelles e quella già avviata in Italia convergono dunque su un principio: l’efficienza delle gare non può essere valutata soltanto in base al prezzo, ma deve tenere conto anche della sostenibilità del mercato, della concorrenza e della sicurezza delle forniture.

Per Egualia, ora il passaggio decisivo è rendere effettiva questa impostazione attraverso la piena attuazione del nuovo accordo quadro italiano.
Un procurement più equilibrato e prevedibile, sostiene l’associazione, può contribuire a mantenere una maggiore pluralità di operatori, favorire gli investimenti produttivi e rafforzare la resilienza del sistema farmaceutico italiano ed europeo.

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