Farmaci antidiabetici dalla DPC alla convenzionata: i dati che smentiscono l’allarme sulla spesa in Puglia

Il dibattito sulla spesa sanitaria in Puglia torna a infiammarsi, e questa volta al centro della discussione ci sono i farmaci antidiabeticigliptine e gliflozine — transitati dalla distribuzione diretta e per conto (DPC) alla dispensazione convenzionata in farmacia.
A prendere la parola è Michele Pellegrini Calace, segretario nazionale di Federfarma e presidente di Federfarma Barletta-Andria-Trani, che ha voluto fare chiarezza con dati alla mano.
I numeri AIFA relativi ai primi dieci mesi del 2025 registrano per la regione Puglia un incremento significativo rispetto all’anno precedente: 403.000 ricette in più, equivalenti a circa 800.000 confezioni dispensate in regime convenzionato.
Un dato che, a prima vista, potrebbe alimentare preoccupazioni sulla tenuta dei conti regionali. Ma Pellegrini Calace invita a non fermarsi alla superficie: quell’aumento è attribuibile in larga parte a una crescita generale dei consumi, e solo marginalmente al trasferimento delle due categorie di farmaci oggetto del dibattito.

Il punto cruciale, sottolinea il segretario, è metodologico: “Per valutare l’impatto sulla spesa del trasferimento di queste categorie di farmaci occorre tener conto che all’aumento della spesa convenzionata corrisponde una diminuzione della spesa per farmaci erogati in DPC”.
In altre parole, guardare a un solo canale distributivo senza considerare l’altro restituisce un quadro distorto e potenzialmente fuorviante.
Per le gliptine, i dati elaborati da Promofarma sull’intero anno 2025 raccontano una storia inequivocabile. Il passaggio alla farmacia convenzionata ha prodotto una riduzione della spesa complessiva nei due canali pari a 460.000 euro, accompagnata da un calo dei consumi di 5.131 confezioni. Come è possibile? Due meccanismi hanno agito in sinergia: la diminuzione del costo medio per confezione — sceso di 96 centesimi — e il minor numero di confezioni consumate in totale.
Il risultato netto è un risparmio di 340.000 euro per le casse regionali.
“Il passaggio delle gliptine alla distribuzione in farmacia”, afferma Pellegrini Calace, “non ha quindi comportato né un aumento di consumi, né un aumento di spesa”.

Il quadro delle gliflozine è più articolato. I dati 2025 indicano un aumento della spesa complessiva sui due canali pari a 7,3 milioni di euro, trainato principalmente da una crescita dei consumi di 232.258 confezioni.
Questo incremento, però, va letto nel contesto di una domanda terapeutica in espansione che prescinde dal canale di distribuzione. Sul fronte dei prezzi, anche qui il trasferimento in farmacia ha prodotto un effetto positivo: il costo medio per confezione è diminuito di 39 centesimi, generando un risparmio complessivo per la regione di 140.000 euro, calcolato sulle 361.670 confezioni effettivamente transitate nel canale convenzionato.
Ma l’analisi non si esaurisce qui. Pellegrini Calace ricorda che nell’equazione vanno inseriti ulteriori fattori: “Gli importi che le aziende restituiscono alle regioni per ridurre il costo dei medicinali trasferiti” e “il venir meno del costo del servizio remunerato alle farmacie per la DPC”, due voci che concorrono a ridurre ulteriormente l’impatto reale sulla spesa pubblica regionale.

Al netto delle cifre, Pellegrini Calace non rinuncia a richiamare la dimensione umana della questione: i pazienti e le loro famiglie, oggi, possono trovare i farmaci di cui hanno bisogno immediatamente nella farmacia sotto casa, senza dover ricorrere alle strutture ospedaliere o ai punti di distribuzione diretta.
Federfarma ha già fatto sapere di essere disponibile a sedersi al tavolo con la Regione Puglia per un confronto approfondito sull’effettivo impatto del trasferimento.
Un invito che, alla luce dei dati presentati, suona come una sfida aperta alla chiarezza: i numeri ci sono, e parlano una lingua piuttosto diversa da quella dell’allarme.

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