L’inalatore blu non basta: a Bergamo medici e farmacisti uniti contro l’abuso del salbutamolo

Un opuscolo, una conversazione al bancone, un medico più informato. Può sembrare poco, ma è da qui che parte una delle sfide più concrete della medicina territoriale: convincere chi convive con l’asma che l’inalatore blu non è una soluzione, ma un palliativo.
E che usarlo troppo fa male.
È con questa premessa che l’ASST Papa Giovanni XXIII, in collaborazione con ATS Bergamo e Fondazione FROM, ha avviato in questi giorni una campagna informativa capillare che coinvolge oltre 300 farmacie della provincia e i Medici di Assistenza Primaria del territorio.
L’obiettivo è ridurre il ricorso eccessivo al salbutamolo — il broncodilatatore “al bisogno” tra i più prescritti — e promuovere l’adozione di terapie di fondo più efficaci e sicure.
Il problema è noto alla letteratura scientifica, ma meno alla percezione comune: il salbutamolo allevia i sintomi nell’immediato, ma non agisce sull’infiammazione cronica che è alla radice dell’asma.
Fabiano Di Marco, Direttore della Pneumologia dell’ASST Papa Giovanni XXIII, è diretto sul punto: “È vero che il salbutamolo ha storicamente contribuito a cambiare la storia del trattamento dell’asma bronchiale, ma il suo utilizzo eccessivo come unica terapia è associato a un aumento delle crisi acute, soprattutto oltre le due “pompette” all’anno, e a un incremento della mortalità nei casi di consumo molto elevato. Oggi le linee guida internazionali indicano terapie di combinazione tra un broncodilatatore e steroidi inalatori e periodici controlli, anche nei casi non gravi”.

In un sistema sanitario sotto pressione, la farmacia torna ad essere un nodo strategico di prossimità. I farmacisti bergamaschi sono stati coinvolti nelle scorse settimane in incontri di aggiornamento specifici, e sono ora in prima linea nella distribuzione del materiale informativo a chiunque acquisti farmaci per l’asma. Andrea Raciti, Presidente di Federfarma Bergamo, e Davide Petrosillo, Presidente dell’Ordine dei Farmacisti, parlano con una voce sola: “Il ruolo del farmacista non è solo dispensare farmaci, ma anche informare e guidare il paziente verso terapie sicure ed efficaci. La distribuzione di materiale informativo e il dialogo con i medici di medicina generale rafforzano l’alleanza sanitaria necessaria per ridurre le riacutizzazioni e l’uso inappropriato dell’inalatore “al bisogno”.
Una visione condivisa anche dal Direttore Generale dell’ATS di Bergamo, Massimo Giupponi, che inquadra l’iniziativa dentro una cornice più ampia di prevenzione: “L’asma, pur essendo oggi una patologia controllabile, continua a rappresentare un rischio se non gestita correttamente.
La collaborazione tra i Medici sul territorio e i Farmacisti assume un valore strategico”.

La campagna non si esaurisce nella comunicazione al paziente. Fondazione FROM e l’Ufficio epidemiologico di ATS Bergamo si occuperanno di monitorare nel tempo gli effetti dell’iniziativa attraverso indicatori aggregati e anonimi — utilizzo dei farmaci, accessi al Pronto Soccorso, visite urgenti — per misurare l’impatto reale sulla salute della popolazione.
Un approccio che Francesco Locati, Direttore Generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII, legge anche in chiave sistemica: “L’aderenza alle terapie di fondo è la leva decisiva per trasformare una malattia cronica come l’asma in una condizione realmente controllata.
Quando il paziente sta meglio e diminuiscono le riacutizzazioni, anche il sistema sanitario diventa più efficace, perché può concentrare le risorse dove sono davvero necessarie”.
Un messaggio che, in tempi di risorse sanitarie sempre più sotto tensione, vale quanto una diagnosi precoce.

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