Ricetta bianca dematerializzata. Rivoluzione per cittadini, medici e farmacisti. La soddifazione di MNLF e Conasfa

Dal 30 gennaio i pazienti potranno ricevere dal medico attraverso mail, sms o altro canale informatico il NRBE, ovvero il numero della ricetta bianca che assieme al codice fiscale contenuto nella tessera sanitaria permetterà di ritirare il farmaco senza doversi recare dal medico. La modalità è utile per tutte quelle terapie ripetitive che non necessitano di recarsi periodicamente negli studi medici, una modalità che però ha anche altri inaspettati vantaggi.

Un provvedimento che il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti aveva avanzato già nel luglio del 2019 nel corso delle giornate dedicate alla Maratona del Patto della Salute, voluto dall’ex Ministro della Salute Giulia Grillo.
“In questo modo – dichiarano i rappresentanti del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti- viene completata la tracciabilità del farmaco e non sarà più possibile cedere medicinali senza il consenso del medico o in assenza della prescrizione, perché questo potrebbe essere immediatamente rilevato, non ci sarà più la giustificazione della consegna d’urgenza o perlomeno, verrà fortemente ridimensionata ai casi reali, essendo più facile raggiungere il medico e per lui inviare la ricetta in modalità dematerializzata.
Potrà essere incrementata la lotta all’antibiotico resistenza che vede il nostro Paese ai primi posti in Europa, perché appunto più difficile cedere antibiotici senza la ricetta, quella ai farmaci d’abuso come le benzodiazepine o i farmaci psicotropi.
Inoltre, fatto non secondario in era Covid-19, si contribuisce ad evitare l’affollamento degli studi medici e si hanno dei risparmi, anche economici, dovuti ai mancati spostamenti.

“Uno strumento che riteniamo permetterà anche una maggiore tracciabilità e un migliore controllo sull’utilizzo di questi, da parte del Medico e del Farmacista -dichiara Silvera Ballerini presidente di Conasfa, l’Associazione Nazionale Professionale Farmacisti Non Titolari-. “Adesso- continua il presidente- Conasfa auspica l’adozione della firma elettronica della ricetta da parte del Farmacista.
Ciò permetterebbe la riduzione dei fenomeni dell’abusivismo professionale, inoltre conclude Ballerini, quando si passerà al nuovo modello di remunerazione basato sul pagamento dell’atto professionale, consentirà di prevedere che una quota vada al Farmacista che firma la ricetta o la prestazione”.

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