Cannabis terapeutica: farmacie e pazienti lamentano la carenza

Per i pazienti italiani la carenza di cannabis è uno dei maggiori problemi rispetto alla necessaria continuità terapeutica di cui avrebbero bisogno per poter portare avanti le proprie cure. Per la maggior parte di questi pazienti, infatti, dover interrompere le cure a base di cannabis, significa perdere, in poco tempo, tutti i benefici acquisiti in tempi molto più lunghi.

L’ Italia ha avviato la produzione di cannabis medica nel 2014 presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. La produzione nazionale si attesta intorno ai 100/200 chilogrammi l’anno. Ma secondo le stime dell’International Narcotics Control Board, l’Italia nel 2020 avrebbe un fabbisogno di 1950 chili di cannabis medica, perciò il resto della cannabis che servirebbe la importiamo a caro prezzo dall’Olanda e dal Canada.

La cannabis terapeutica può essere preparata solo nelle farmacie galeniche perché viene “personalizzata” in laboratorio in base alle esigenze del paziente.

Su circa 19 mila farmacie censite in Italia, 1748 sono galeniche e di queste solo 437 nel 2019 hanno dichiarato di aver utilizzato cannabis e derivati in preparazioni galeniche. Ma i pazienti, gli ospedali e le farmacie lamentano la carenza di cannabis terapeutica in tutta Italia da sempre.

Il decreto pubblicato a luglio 2018 stabilisce che la cannabis terapeutica in Italia può essere prescritta per ogni tipo di dolore, senza più alcuna distinzione tra uso oncologico, non oncologico o neuropatico e poi la recente apertura ai privati per le coltivazioni di cannabis medica, per far fronte alla continua carenza della sostanza, visto che la produzione di Firenze e quella che viene importata dall’estero non sono sufficienti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato più volte come i farmaci contenenti Thc abbiano grandi potenzialità terapeutiche nella cura di varie patologie e nell’alleviamento dei sintomi. In Italia la cannabis può essere prescritta dai medici (compresi i medici di base) già dal 2007 per la cura di malattie come il glaucoma, la Sla, la sclerosi multipla, l’epilessia e non solo.

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