Defibrillatori obbligatori in farmacia: pronto il ddl Mazzella, in arrivo anche una piattaforma nazionale di geolocalizzazione

Un disegno di legge “già pronto” che punta a fare di ogni farmacia italiana un presidio di primo soccorso. Lo ha annunciato il senatore Orfeo Mazzella (Movimento 5 Stelle), che nelle prossime ore depositerà il testo in Senato.
Al centro del provvedimento, l’obbligo per tutte le farmacie di dotarsi di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE), accompagnato da formazione del personale, incentivi economici e una nuova infrastruttura digitale collegata ai numeri di emergenza.

Il testo, spiega Mazzella in una nota, “disporrà ad ogni farmacia di dotarsi di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE), con una gradualità che tutelerà prioritariamente i presidi rurali e delle aree isolate”.
Una clausola pensata per non penalizzare le farmacie che operano in contesti più difficili dal punto di vista economico e organizzativo, dove l’adeguamento immediato agli obblighi normativi potrebbe risultare più oneroso.

Il provvedimento non si limita a imporre la dotazione dei dispositivi. Per garantire un intervento tempestivo in caso di arresto cardiaco improvviso, prevede infatti “sia la formazione obbligatoria dei titolari di farmacie e dei propri dipendenti nelle manovre di rianimazione e primo soccorso (BLSD), sia specifiche agevolazioni economiche come crediti d’imposta o concessioni in comodato gratuito”, ha precisato il senatore.
Una duplice misura, dunque, che unisce l’obbligo formativo alla necessità di alleggerire l’impatto dei costi sulle farmacie.

Accanto all’obbligo di dotazione, il ddl introduce un secondo pilastro, di natura più tecnologica. “Parallelamente, la norma istituisce una Piattaforma informatica nazionale integrata con i sistemi 112 e 118 e un’applicazione mobile gratuita che consentirà ai cittadini di geolocalizzare in tempo reale il defibrillatore più vicino ed accessibile”, ha spiegato Mazzella. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di reperimento del dispositivo nei minuti immediatamente successivi a un arresto cardiaco, prima ancora dell’arrivo dei soccorsi sanitari.

All’origine dell’iniziativa legislativa c’è un episodio concreto. Mazzella ha raccontato che il testo “nasce a seguito di un incontro che ho effettuato in Senato, in qualità di vicepresidente della decima commissione permanente, con i tre sanitari (il dottor Umberto Lo Passo, il professor Michele Torella ed il dott. Amedeo Franchi) che hanno salvato recentemente la vita di un giovane colpito da infarto per strada grazie all’utilizzo di un DAE e manovre manuali”.

Un episodio che, secondo il senatore, dimostra da solo la posta in gioco di una rete capillare di defibrillatori sul territorio. “Il che testimonia proprio l’importanza di una diffusione capillare di DAE lungo il territorio”, ha commentato, aggiungendo:
“L’auspicio è che questo episodio, con un lieto fine, possa contribuire a salvare altre vite umane, attraverso l’approvazione di questo provvedimento, nato proprio a seguito di questo miracoloso salvataggio”.

L’iniziativa si innesta su un quadro normativo che ha già iniziato a guardare alle farmacie come nodi della rete di cardioprotezione territoriale, in virtù della loro diffusione capillare e dell’elevato afflusso di utenti.
Il ddl Mazzella, tuttavia, segna un salto di prospettiva: da indicazione rivolta agli enti territoriali a obbligo generalizzato per l’intera rete farmaceutica, con annesso sistema di formazione, sostegno economico e integrazione digitale con l’emergenza-urgenza.
Il testo dovrà ora affrontare l’iter parlamentare per la sua eventuale approvazione.

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