Emicrania cronica. Con galcanezumab miglioramenti significativi su funzionamento e disabilità

Secondo i risultati di uno studio di fase 3 (REGAIN), i pazienti con emicrania cronica trattati con galcanezumab hanno riportato miglioramenti statisticamente significativi nel funzionamento e nella disabilità, portando nel complesso a un cambiamento clinicamente significativo.

Galcanezumab è un anticorpo monoclonale e appartiene a una nuova classe di farmaci che agisce bloccando l’attività del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP), una molecola coinvolta negli attacchi di emicrania.

Disponibile e rimborsabile in Italia come soluzione iniettabile, è destinato solo ai pazienti che hanno almeno quattro giorni di emicrania al mese. I benefici e la sicurezza del medicinale sono stati studiati in tre studi pivotali su 1.780 pazienti con emicrania episodica e 1.117 con emicrania cronica.

Dopo sei mesi di trattamento, i pazienti con emicrania episodica hanno mostrato in media una riduzione di 1,9 giorni di emicrania mensile rispetto al placebo. Per i pazienti con emicrania cronica la riduzione è stata di due giorni. Gli effetti indesiderati più comuni sono dolore e reazioni al sito dell’iniezione, vertigini e stitichezza.

L’emicrania è una malattia neurologica caratterizzata da episodi ricorrenti di mal di testa da moderato a severo, che si manifesta con attacchi che durano dalle 4 alle 72 ore.

È la terza patologia più diffusa al mondo, con un miliardo di persone colpite, e secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità la seconda più debilitante. In Italia la prevalenza è del 18% tra le donne e del 9% tra gli uomini, con un rapporto di 3 a 1. Recentemente in Italia è stata riconosciuta come malattia sociale.

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