Aifa, Pavesi: “Priorità non è la tecnologia ma trasformare i dati in valore comune”

Nel sistema sanitario italiano il problema non è più tecnologico, ma di significato: cosa farne, di tutti quei dati che ogni giorno si accumulano nelle piattaforme della sanità pubblica.
È questa, in sintesi, la riflessione affidata da Giovanni Pavesi, direttore amministrativo dell’Aifa, all’Agenzia italiana del farmaco, in un’intervista rilasciata a Roma all’agenzia di stampa Adnkronos Salute, a margine della XXIX edizione di Salute Direzione Nord, l’evento organizzato a Palazzo Lombardia, a Milano.

“Oggi il problema non è disporre di ulteriori step a livello tecnologico, nei servizi informativi di Aifa, che ci sono e ci saranno, ma è capire come questa tecnologia generi valore comune per il sistema”, ha dichiarato Pavesi.
“In termini più semplici, abbiamo un numero importante e sempre crescente di dati, ma è difficile avere un numero organizzato e utile per tutte le informazioni che dobbiamo estrarre dagli stessi.
Pertanto, come Aifa, dobbiamo trovare una piattaforma in cui tutti gli attori del sistema riescono ad accedere e attingere a questi dati”.

Una piattaforma che, secondo il direttore amministrativo dell’Aifa, dovrebbe configurarsi come un vero e proprio ecosistema condiviso, capace di superare le attuali frammentazioni.
Il tema, ha chiarito, non è soltanto tecnico: chiama in causa anche la normativa vigente e, ancora di più, la disponibilità dei diversi attori a mettere in comune i propri dati.
“Vi è anche un problema di normativa e di condivisione del dato con quello che secondo me è l’attore più importante oggi per noi: le Regioni“, ha proseguito Pavesi.
“L’accesso al dato delle Regioni, che consente loro di trasferirlo in politiche comuni e quindi in valore comune, potrebbe essere il passaggio più importante”.

A questo proposito Pavesi ha richiamato l’esempio del Registro di monitoraggio dell’Aifa: “Cito l’esempio del Registro di monitoraggio di Aifa, uno strumento su cui stiamo investendo tanti soldi, in cui vogliamo monitorare, migliorare i processi clinici per determinati farmaci innovativi: il risultato lo possiamo ottenere solo se creiamo una forte interoperabilità del dato“.

CORRELATI