AI e farmacia: come cambia il lavoro del farmacista

L’intelligenza artificiale sta entrando anche in farmacia e potrebbe diventare uno strumento per semplificare alcuni processi, supportare la gestione dei servizi e lasciare al farmacista più spazio per la relazione con il paziente.
Il tema è stato discusso il 2 ottobre a Milano durante MiCuroDigitale 2026, nell’incontro dedicato al rapporto tra AI, sanità e farmacia.
Per il farmacista, la questione non riguarda però soltanto l’introduzione di nuovi strumenti tecnologici. Il punto è capire quali attività affidare all’AI e quali devono rimanere sotto il controllo del professionista.

AI come supporto, non come sostituto

A sottolineare questo aspetto è stata Anna Rosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, secondo cui l’intelligenza artificiale può aiutare il farmacista nella gestione delle terapie e dei servizi, ma la responsabilità delle decisioni deve rimanere al professionista sanitario.
L’obiettivo, quindi, non è sostituire la relazione con il cittadino, ma utilizzare la tecnologia per renderla più efficace. L’AI può occuparsi di attività ripetitive e di supporto, permettendo al farmacista di concentrarsi maggiormente sull’ascolto, sulla consulenza e sulla presa in carico.

Dalla gestione interna alla farmacia digitale

Un altro ambito riguarda l’organizzazione della farmacia. L’AI può essere utilizzata per automatizzare attività ripetitive, analizzare dati, supportare la comunicazione e migliorare la gestione delle relazioni con i clienti.
Per Gianluca Cammarata, presidente AGIFAR Varese, la domanda non è più se utilizzare l’AI, ma quali attività delegarle, mantenendo in capo al farmacista la verifica delle informazioni e la decisione finale.
La tecnologia può inoltre estendere la professionalità della farmacia ai canali digitali. Secondo l’esperienza presentata da New Line, strumenti di AI possono supportare customer engagement e comunicazione online mantenendo un approccio consulenziale e personalizzato.
Un aspetto particolarmente rilevante per le farmacie che stanno sviluppando servizi e relazioni con i cittadini anche attraverso i canali digitali.

Servono nuove competenze

L’introduzione dell’AI porta con sé anche una questione professionale. Il farmacista dovrà infatti acquisire nuove competenze per comprendere il funzionamento degli strumenti, valutarne i risultati e stabilire quando il loro utilizzo sia appropriato.
Il tema emerso durante l’incontro è quindi quello della consapevolezza nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale: non basta adottare uno strumento, occorre definirne obiettivi, limiti e modalità di integrazione nel lavoro quotidiano.
La sfida per la farmacia sarà trovare un equilibrio tra innovazione e relazione. L’AI può contribuire a rendere più efficienti processi e servizi, ma la responsabilità professionale, l’interpretazione delle informazioni e il rapporto con il paziente restano centrali nel lavoro del farmacista.

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