La farmacia come rifugio: a Palermo un convegno per formare i farmacisti a riconoscere le vittime di violenza
C’è un luogo che gli aguzzini, spesso, concedono alle loro vittime di frequentare da sole: la farmacia. Pochi minuti, il tempo di comprare medicine.
Ma in quei pochi minuti, sempre più donne riescono a chiedere aiuto — con un gesto, uno sguardo, poche parole in codice — a farmaciste capaci di riconoscere i segnali e allertare i servizi di assistenza.
È su questo fragile ma prezioso spazio di libertà che si fonda il Progetto Mimosa dell’associazione Farmaciste Insieme, attivo in tutta Italia: un protocollo che trasforma le farmacie in presidi silenziosi contro la violenza di genere, formando il personale a intercettare situazioni di pericolo e indirizzare le vittime verso i percorsi di uscita.
Domani, sabato 16 maggio, Palermo ospita un importante momento di formazione dedicato a questo tema. Presso Villa Magnisi, in via Rosario da Partanna 22, a partire dalle ore 9, si terrà il convegno-corso “Parole non dette: la farmacia come luogo sicuro contro la violenza di genere“, promosso da Farmaciste Insieme con il patrocinio di Federfarma Palermo, dell’Ordine dei Farmacisti e dell’Ordine dei Medici della provincia di Palermo.
L’iniziativa si propone di fornire a farmaciste e farmacisti strumenti concreti: tecniche di osservazione, approcci relazionali capaci di mettere a proprio agio le vittime, e indicazioni sui percorsi istituzionali di supporto disponibili sul territorio.
Ad aprire i lavori i saluti del sindaco metropolitano Roberto Lagalla, del rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri, del responsabile del Dipartimento del farmaco dell’Asp di Palermo Maurizio Pastorello, del presidente di Federfarma Palermo Roberto Tobia e della delegata regionale di Farmaciste Insieme Licia Pennino.
Seguiranno gli interventi della farmacista Lara Giambalvo, responsabile scientifica dell’evento; della psicologa e psicoterapeuta Margherita Bilello, che dirige il Centro per la cura degli esiti delle relazioni violente dell’Asp di Palermo; della sostituta procuratrice generale della Corte d’appello Annamaria Picozzi, con una lunga esperienza nei delitti contro le fasce deboli; e del Comandante del Nucleo operativo dei Carabinieri di Palermo Gianluca Verdolino, referente per la Rete antiviolenza.
Nel pomeriggio, a partire dalle ore 14, è previsto un modulo esperienziale condotto dalla stessa Bilello insieme alla dirigente psicologa Maria Teresa Triscari, specializzata in psicoterapia cognitivo-comportamentale e responsabile del Laboratorio per i disturbi psicosomatici dell’Asp di Palermo.