Sanità digitale, la Sicilia fa il punto sul Fascicolo sanitario elettronico 2.0

La sanità digitale siciliana si prepara a un appuntamento che promette di tracciare la rotta dei prossimi mesi. Domenica 11 ottobre, alle ore 10, nell’ambito di PharmEvolution 2026, l’Ordine dei farmacisti di Catania porterà al centro del dibattito il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, lo strumento che la Regione considera ormai imprescindibile per costruire un sistema sanitario più connesso, accessibile ed efficiente.
Al convegno, dal titolo “Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 in Sicilia: stato dell’arte, prospettive e ruolo dei farmacisti“, parteciperà anche il sottosegretario al Ministero della Salute Marcello Gemmato, insieme ai vertici della sanità regionale.

Il tema non è tecnico soltanto in apparenza. Dietro l’idea di far confluire in un’unica piattaforma la storia clinica di ogni paziente c’è la scommessa di superare anni di frammentazione informativa, con tutto ciò che questa comporta in termini di esami duplicati, ritardi diagnostici e interventi che arrivano fuori tempo massimo. È lo stesso Gioacchino Nicolosi, presidente di Federfarma Sicilia e ideatore di PharmEvolution, a mettere in fila i motivi per cui la partita si gioca anche, se non soprattutto, dentro le farmacie:
“L’implementazione del FSE 2.0 in Sicilia è al centro di un percorso articolato che vede impegnate le istituzioni regionali e le categorie professionali, in primis i farmacisti, che possono dare un contributo strategico grazie al loro radicamento sul territorio e al rapporto di fiducia con i cittadini, di cui conoscono la storia clinica personale e spesso familiare, assumendo talvolta il ruolo di consiglieri della salute con la possibilità di monitorare anche l’aderenza terapeutica“.

È un ruolo, quello del farmacista, che l’appuntamento di ottobre proverà a definire con maggiore precisione, senza nascondere le criticità strutturali e tecnologiche ancora da risolvere.
Perché, come emerge dal confronto tra gli organizzatori, il successo del Fascicolo non si misura soltanto sulla tenuta delle infrastrutture informatiche, ma sulla capacità delle diverse professioni sanitarie di lavorare in rete.
Lo spiega Giovanni Puglisi, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Catania, che anticipa i contenuti del confronto: “Particolare attenzione nel convegno sarà dedicata al contributo che i farmacisti possono offrire nell’implementazione e nell’utilizzo efficace del FSE: dall’informazione e assistenza al cittadino alla promozione e al perseguimento di obiettivi di eccellenza dell’aderenza terapeutica, dalla possibilità di consultazione e alimentazione dei dati sanitari alla collaborazione con medici, istituzioni e altri professionisti sanitari”.
E aggiunge, guardando all’esito dell’incontro: “Il confronto tra rappresentanti degli Ordini professionali e dell’amministrazione regionale consentirà di approfondire competenze, responsabilità e opportunità connesse alla trasformazione digitale della sanità siciliana, delineando proposte operative per valorizzare la farmacia e i professionisti che vi operano, come parte integrante del Servizio Sanitario”.

Al tavolo dei lavori, accanto a Nicolosi e Puglisi, siederanno il vicepresidente della Fofi Luigi D’Ambrosio Lettieri, il dirigente generale del Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell’Assessorato regionale alla Salute Giacomo Scalzo, il presidente della Federazione Ordine regionale dei farmacisti Mario Bilardo e il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Catania Alfio Saggio. A moderare l’incontro sarà il giornalista Claudio Distefano.

Un parterre che riflette bene la posta in gioco: non un semplice aggiornamento tecnologico, ma una ridefinizione dei rapporti tra istituzioni, professioni sanitarie e cittadini, con la farmacia chiamata a un ruolo che va ben oltre la dispensazione del farmaco.

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