Influenza stagionale: picco atteso entro due settimane

L’epidemia influenzale è entrata nella fase centrale con numeri significativi: secondo i dati RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornati al 4 gennaio, l’incidenza si attesta intorno ai 14 casi su 1.000 assistiti adulti, con un picco di circa 37 casi su 1.000 nei bambini sotto i 4 anni. Il picco epidemico è previsto nelle prossime due settimane, anche se la coda dell’epidemia potrebbe protrarsi fino alla primavera.

I virus influenzali maggiori (H1N1 e H3N2) dominano l’attuale scenario, ma circolano anche virus parainfluenzali, SARS-CoV-2, rhinovirus e virus respiratorio sinciziale.
I sintomi più diffusi includono rinite, cefalea, dolori articolari, tosse, mal di gola e febbre, con una durata che può protrarsi anche per 2-3 settimane nel caso di tosse e rinorrea.
La Società Italiana dei Medici di Medicina Generale (SIMG) sottolinea che la temperatura elevata rappresenta una risposta fisiologica dell’organismo all’infezione e non necessariamente un indicatore di gravità.

Per quanto riguarda il trattamento farmacologico, la SIMG ribadisce l’importanza di un approccio sintomatico appropriato:
Antipiretici e analgesici: il paracetamolo resta la prima scelta per la sua efficacia e il profilo di sicurezza, se utilizzato alle dosi consigliate.
FANS: ketoprofene sale di lisina, flurbiprofene, ibuprofene a basso dosaggio e aspirina possono essere utilizzati, prestando particolare attenzione al profilo di rischio cardiovascolare, renale e gastrico del paziente.
È fondamentale fornire una corretta informazione quando si dispensano formulazioni da banco. Questi farmaci risultano utili anche in formulazioni topiche (spray orali, collutori) per le faringiti.
Antitussivi e decongestionanti: indicati rispettivamente in caso di tosse stizzosa che disturba il sonno e in presenza di rinorrea importante. Per gli antitussivi occorre segnalare al paziente il possibile effetto sedativo.
Da evitare: i cortisonici, che interferiscono con le difese immunitarie aumentando il rischio di complicanze, e gli antibiotici, inefficaci contro le infezioni virali e da riservare solo a specifiche situazioni su valutazione medica.

Per pazienti oncologici, emodializzati, multimorbidi e grandi anziani, più suscettibili a peggioramenti del quadro clinico, è possibile considerare l’uso precoce di antivirali, attualmente non rimborsati dal SSN.
La vaccinazione antinfluenzale resta disponibile e raccomandata, insieme al mantenimento del distanziamento sociale, all’uso delle mascherine in ambienti affollati o in presenza di soggetti fragili, e a una corretta idratazione.

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