Fisioterapista in farmacia, al via la sperimentazione nel Lazio
Nel Lazio prende forma una nuova evoluzione della farmacia dei servizi. Il progetto “Fisioterapista in farmacia”, promosso dall’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio insieme all’Ordine dei Farmacisti di Roma, Federfarma e Assofarm, introduce un modello sperimentale che punta a rafforzare la sanità territoriale attraverso una collaborazione strutturata tra professionisti.
Per i titolari di farmacia non si tratta semplicemente di aggiungere un servizio, ma di inserirsi in un sistema organizzato che ha l’obiettivo di intercettare precocemente i bisogni riabilitativi dei cittadini.
La farmacia si conferma così come punto di accesso privilegiato alla salute, capace non solo di rispondere a una domanda esplicita, ma anche di far emergere bisogni latenti.
Il ruolo del fisioterapista, infatti, non è quello di trasferire l’attività clinica all’interno della farmacia, ma di offrire una prima valutazione e un servizio di orientamento.
Il professionista aiuta il cittadino a comprendere la natura del proprio disturbo, suggerendo percorsi di prevenzione, autocura o indirizzando verso il medico di medicina generale, lo specialista o le strutture pubbliche di riabilitazione.
Questo approccio risponde a un’esigenza sempre più evidente: la crescita dei disturbi muscolo-scheletrici e delle condizioni croniche, spesso non intercettate in modo tempestivo.
In questo contesto, la farmacia diventa un presidio strategico per migliorare l’accessibilità alle cure e ridurre il ricorso improprio ad altri livelli del sistema sanitario.
Dal punto di vista operativo, il progetto coinvolgerà inizialmente 58 farmacie nella città metropolitana di Roma. La presenza del fisioterapista sarà garantita per alcune ore settimanali, in spazi dedicati che rispettino i requisiti di privacy e idoneità sanitaria.
Il servizio si configura quindi come consulenziale e integrato, senza sovrapporsi alle attività già svolte sul territorio.
Un elemento rilevante per i titolari riguarda il modello organizzativo. I rapporti contrattuali saranno gestiti direttamente tra farmacia e fisioterapista, mentre gli Ordini professionali manterranno un ruolo di garanzia sulla qualità delle prestazioni, sulla selezione dei professionisti e sulla definizione delle linee operative. Questo consente di tutelare sia l’autonomia imprenditoriale della farmacia sia la correttezza del servizio offerto al cittadino.
Il progetto si inserisce in un quadro normativo che valorizza sempre di più l’integrazione tra professioni sanitarie e il ruolo della farmacia come presidio di prossimità.
In particolare, rafforza due direttrici ormai centrali: la prevenzione e la gestione della cronicità, ambiti in cui la collaborazione tra farmacista e fisioterapista può generare un impatto concreto.
Se i risultati della sperimentazione saranno positivi, il modello potrà essere esteso ad altri territori, aprendo nuove opportunità per le farmacie che intendono evolvere il proprio posizionamento e ampliare i servizi a valore.
Per il farmacista, la domanda non è solo se attivare o meno questo tipo di servizio, ma quale ruolo vuole occupare nella sanità territoriale dei prossimi anni.