Farmacie rurali e Pnrr: in Sicilia 108 presidi ammessi ai contributi, prorogate le scadenze
Sono 108 le farmacie rurali siciliane, ubicate in Comuni con meno di 5mila abitanti, ammesse ai contributi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Di queste, 23 si trovano in provincia di Palermo.
Il Ministero ha inoltre disposto la proroga al 27 febbraio 2026 del termine per la presentazione delle nuove istanze, mentre slitta al 30 maggio la scadenza per il completamento dei lavori.
L’intervento punta a rafforzare il ruolo delle farmacie rurali come presidi sanitari territoriali avanzati, soprattutto nelle aree interne e montane dell’Isola, spesso lontane da ospedali, pronto soccorso e strutture sanitarie attrezzate.
Le farmacie rurali siciliane operano infatti in contesti complessi: piccoli centri montani difficilmente raggiungibili, borghi dell’entroterra e aree agricole poco popolate, distanti dai servizi sanitari essenziali e dalle farmacie ospedaliere e dell’Asp deputate alla dispensazione dei farmaci tramite Distribuzione per conto. In questi territori rappresentano, in molti casi, l’unico punto di accesso continuativo al Servizio sanitario nazionale.
È in questo scenario che numerose farmacie hanno scelto di cogliere l’opportunità offerta dal Pnrr, investendo in innovazione tecnologica e ampliamento dei servizi.
I progetti ammessi a finanziamento riguardano il potenziamento delle dotazioni tecnologiche, con l’acquisto di attrezzature e sistemi di automazione, lo sviluppo di piattaforme per la gestione e il monitoraggio dei pazienti cronici, l’attivazione di servizi di prossimità come telemedicina, screening e prestazioni di primo e secondo livello, oltre alla formazione e all’aggiornamento delle competenze del personale laureato.
Entrando nel dettaglio, con l’Avviso Pnrr del 2021 sono state ammesse a contributo 57 farmacie rurali in Sicilia, 11 delle quali in provincia di Palermo.
È però con l’Avviso del 2025 che si è registrato un vero e proprio boom di domande: 123 le istanze presentate complessivamente, di cui 26 nel Palermitano.
Ad oggi, con i primi quattro decreti, risultano ammesse 51 farmacie a livello regionale, 12 in provincia di Palermo, mentre le restanti domande sono ancora in fase di istruttoria.
L’elevato interesse registrato ha portato alla decisione di prorogare i termini per la presentazione dei nuovi progetti, consentendo alle farmacie rurali di completare con maggiore serenità gli investimenti programmati e di adeguare le proprie strutture ai nuovi modelli di assistenza territoriale previsti dalla “farmacia dei servizi”.
“Ritengo molto opportuna la decisione del ministro per il ‘Pnrr’, Tommaso Foti, di prorogare le scadenze dell’Avviso per le farmacie rurali – commenta Roberto Tobia, che di Federfarma è consigliere nazionale e presidente provinciale di Palermo – .
E ringrazio la Struttura di missione ‘Pnrr’ presso Palazzo Chigi per l’ottimo lavoro che sta svolgendo. Soprattutto in Sicilia, le farmacie rurali rappresentano l’unica presenza delle istituzioni sanitarie in moltissime aree disagiate e lontane da tutto.
Dunque, trasformandosi in veri e propri presidi sanitari territoriali, le farmacie rurali non solo attuano concretamente il progetto di ‘farmacia dei servizi’ voluto dal legislatore nazionale, ma assumono anche il ruolo fondamentale di avamposti del Servizio sanitario nazionale e diventano il principale punto di riferimento per gli abitanti di queste zone in fatto di continuità delle terapie mediche prescritte, ma anche di prevenzione e, soprattutto, sono provvidenziali in quelle emergenze nelle quali spesso riescono a salvare vite umane in attesa dell’arrivo dei soccorsi”.
Il percorso avviato con il Pnrr conferma dunque il ruolo strategico delle farmacie rurali nella riorganizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale.
La proroga dei termini apre ora a ulteriori adesioni e a nuovi investimenti, con l’obiettivo di rafforzare una rete di presìdi sanitari di prossimità sempre più integrata, digitale e capace di rispondere ai bisogni di salute delle comunità più fragili e isolate della regione.