Cure dentali più accessibili: le farmacie comunali diventano presidi di prevenzione dentale
Abbattere le barriere di accesso alle cure dentali, soprattutto nelle aree periferiche e nei piccoli comuni. È l’obiettivo dell’accordo firmato oggi a Roma tra ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) e ASSOFARM (Associazione delle Aziende e Servizi Socio-Farmaceutici), che unisce per la prima volta le reti dei 28.000 odontoiatri italiani e delle oltre 1.600 farmacie comunali distribuite su tutto il territorio nazionale.
Il punto di partenza è semplice: la farmacia comunale è spesso il primo — e in molti casi unico — presidio sanitario raggiungibile dal cittadino. Ogni giorno, oltre 300.000 persone frequentano i presidi ASSOFARM.
Una presenza capillare che ANDI intende trasformare in un canale privilegiato per la promozione della salute orale.
L’intesa si sviluppa su tre linee operative. Sul fronte della prevenzione, ANDI svilupperà campagne informative sulla salute orale da diffondere direttamente nelle farmacie comunali.
Sul fronte della formazione, le due associazioni organizzeranno corsi di aggiornamento per i farmacisti, per metterli in grado di sensibilizzare i propri utenti sull’importanza dell’igiene orale e delle visite odontoiatriche periodiche.
Il terzo pilastro è quello della telemedicina: le farmacie diventeranno hub territoriali per la piattaforma digitale sviluppata dalla Fondazione ANDI Salute (FAS), consentendo anche ai residenti nelle zone più svantaggiate di ricevere una prima valutazione della propria salute orale, riducendo tempi e costi di accesso alle cure.
“In un momento in cui l’accesso alle cure è messo alla prova da sfide economiche e logistiche, offrire ai cittadini un percorso facilitato verso la prevenzione è un dovere sociale oltre che sanitario”, ha dichiarato Carlo Ghirlanda, presidente nazionale ANDI.
Soddisfatto anche Luca Pieri, presidente di ASSOFARM, che ha definito l’accordo “doppiamente importante: per il suo valore sanitario intrinseco e perché dimostra come la farmacia sappia creare sinergie virtuose con altri professionisti della salute, dando nuova dinamicità alla sanità territoriale italiana”.