Il cuore delle donne al centro: la prevenzione cardiovascolare arriva in 500 farmacie italiane

In occasione della Giornata Mondiale del Cuore, prende il via una campagna nazionale promossa da Cittadinanzattiva e Federfarma.
Per tutto il mese di ottobre, le farmacie aderenti offriranno screening gratuiti, misurazioni e questionari per valutare il rischio cardiovascolare femminile.
Nelle strutture dotate di telemedicina sarà possibile effettuare anche un elettrocardiogramma gratuito con tele-referto specialistico.
L’obiettivo è semplice: portare la prevenzione vicino alle persone, partendo da un luogo accessibile a tutti come la farmacia sotto casa.
La campagna, chiamata “Cuore in Farmacia – Prevenzione cardiovascolare e screening al femminile”, quest’anno supera i confini locali per diventare un progetto a livello nazionale.

Un percorso gratuito per le donne tra i 40 e i 60 anni
L’iniziativa si rivolge in particolare alle donne in una fascia d’età cruciale per il cambiamento ormonale e metabolico. Nei fatti, i controlli comprendono:
• Questionario di valutazione: un test approfondito sviluppato da un comitato scientifico che analizza lo stile di vita, la familiarità con certe patologie e gli aspetti specifici della salute femminile.
• Parametri principali: misurazione immediata di pressione arteriosa, peso, altezza e circonferenza vita.
• Elettrocardiogramma (ECG): disponibile gratuitamente nelle farmacie attrezzate con la telemedicina, utile per approfondire i casi che mostrano piccoli segnali di allarme.

Abbattere le disuguaglianze e valorizzare il territorio
Spesso la salute delle donne passa in secondo piano a causa dei troppi impegni quotidiani o della difficoltà di accesso agli ospedali, soprattutto nelle aree interne o nei piccoli comuni.
“Con questa campagna – dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva – ci rivolgiamo ad un target specifico, quello delle donne over 40, con l’obiettivo di contribuire a ridurre le diseguaglianze di genere che tuttora persistono in Italia nell’accesso alle cure e nell’impatto che hanno le patologie cardiovascolari. Grazie alla fiducia che le donne ripongono nelle farmacie, sempre più riconosciute come presidio di salute, ci auguriamo di poter estendere territorialmente e a nuovi target di popolazione iniziative come questa.
La campagna Cuore in farmacia vuole anche stimolare le istituzioni pubbliche a mettere in campo tutte le azioni necessarie per incrementare l’offerta di accesso e di attività di prevenzione, soprattutto nei territori più sprovvisti di servizi, come quelli delle aree interne del nostro Paese
”.

“Quest’edizione nazionale di Cuore in farmacia consolida ulteriormente la collaborazione tra la rete delle farmacie e Cittadinanzattiva, conferendo concretezza ad alcuni valori molto cari ad entrambe le Associazioni” afferma il presidente di Federfarma nazionale Marco Cossolo. “Favorisce infatti l’equità di accesso ai servizi sanitari, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne. Si fonda inoltre sulla collaborazione tra farmacisti, medici e rappresentanti dei cittadini, promuovendo una sinergia che, grazie alla telemedicina in farmacia, avvicina lo screening cardiovascolare al cittadino. Infine, adotta l’approccio della medicina di genere e promuove la prevenzione a favore delle donne, che si prendono cura della salute di tutta la famiglia, spesso trascurando la propria”.

Perché serve la “medicina di genere”?
Il cuore delle donne non funziona esattamente come quello degli uomini. I fattori di rischio cambiano a seconda delle fasi della vita e i sintomi di un problema cardiaco femminile sono spesso diversi e più difficili da riconoscere.
Per questo la campagna adotta l’approccio della medicina di genere, focalizzandosi sulle reali necessità del corpo femminile.

Dai controlli al Report Nazionale
La campagna non si esaurisce in farmacia. Tutti i dati raccolti verranno trattati in modo del tutto anonimo e analizzati dall’Agenzia di Valutazione Civica di Cittadinanzattiva.
Questo lavoro permetterà di scattare una vera e propria fotografia dello stato di salute del cuore delle donne in Italia. Il report finale servirà a stimolare le istituzioni e la sanità pubblica a investire di più in prevenzione.
A guidare il progetto c’è un comitato scientifico guidato dal professor Claudio Ferri (Università dell’Aquila), affiancato da esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, della Fondazione Onda ETS e delle principali società scientifiche cardiologiche italiane.

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