Accesso personalizzato ai farmaci in farmacia: Gemmato firma le linee di indirizzo nazionali
Il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha firmato il decreto che approva le Linee di indirizzo nazionali per il servizio di accesso personalizzato ai farmaci nelle farmacie territoriali, un provvedimento che fissa per la prima volta standard minimi omogenei su tutto il territorio nazionale per un’attività che negli ultimi anni si era sviluppata in modo disomogeneo, con pratiche diverse da regione a regione e, spesso, da farmacia a farmacia.
Il servizio disciplinato dal decreto riguarda la personalizzazione della terapia farmacologica: un’attività professionale che il farmacista svolge su richiesta del paziente, in collaborazione con i medici di medicina generale e con i pediatri di libera scelta, e che si concretizza nella predisposizione di confezionamenti personalizzati di farmaci già acquistati dal paziente stesso, pensati per facilitare la corretta assunzione della terapia.
Non si tratta quindi di una nuova prescrizione, ma di un lavoro di riorganizzazione e riconfezionamento che punta a rendere più semplice, per chi deve assumere più farmaci nell’arco della giornata, seguire correttamente le indicazioni terapeutiche.
Le Linee di indirizzo entrano nel dettaglio operativo di queste attività, stabilendo che debbano essere condotte nel rispetto delle norme di buona preparazione previste dalla Farmacopea ufficiale, con condizioni adeguate di igiene, sicurezza e conservazione.
Le operazioni di allestimento e riconfezionamento, quando previste, dovranno seguire procedure tracciabili e controllate, in grado di garantire l’integrità del prodotto e la riconducibilità al lotto di origine. A questo si aggiunge un sistema di tracciabilità che permetterà di identificare in ogni momento farmaco, lotto e scadenza, oltre a garantire un’informazione completa al paziente sulla terapia che sta assumendo.
Il decreto punta inoltre a rafforzare la collaborazione tra i professionisti sanitari coinvolti, in particolare tra medico e farmacista, con l’obiettivo di rendere sistematica la verifica dell’aderenza terapeutica e della correttezza delle prescrizioni, un aspetto che negli anni ha mostrato margini di miglioramento significativi, soprattutto nella gestione dei pazienti anziani in politerapia.
“Con questo provvedimento rafforziamo un modello di presa in carico più vicino ai bisogni quotidiani delle persone, soprattutto degli anziani che spesso assumono più farmaci al giorno e dei loro caregiver, frequentemente lasciati soli nella gestione delle terapie”, ha dichiarato Gemmato, spiegando che “garantire appropriatezza e continuità terapeutica significa migliorare la qualità della vita dei pazienti e ridurre i rischi legati a interazioni o errori nell’assunzione dei farmaci”.
Il tema delle disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi farmaceutici resta centrale nell’impostazione del provvedimento, che intende definire un quadro di riferimento unitario senza però intaccare le competenze regionali né i modelli organizzativi locali già in essere.
“L’obiettivo delle Linee di indirizzo è assicurare un’implementazione omogenea del servizio sul territorio nazionale, riducendo le disuguaglianze nell’accesso e migliorando l’efficacia complessiva del sistema sanitario, nel rispetto dell’autonomia organizzativa delle Regioni”, ha concluso il Sottosegretario.
Il provvedimento si colloca all’interno di un percorso più ampio di rafforzamento della sanità territoriale e della farmacia dei servizi, il modello che negli ultimi anni ha progressivamente ampliato il ruolo del farmacista oltre la semplice dispensazione del farmaco.
Un percorso che, secondo il ministero, risponde direttamente alle sfide poste dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescente complessità clinica dei pazienti, due fattori che stanno ridisegnando in profondità le esigenze del Servizio sanitario nazionale.