Farmacie europee, cresce il ruolo nella sanità di prossimità: il bilancio 2025 del Pgeu
Le farmacie di comunità si confermano un perno della sanità territoriale europea.
È quanto emerge dall’Annual report 2025 del Pgeu, che fotografa un anno di intensa attività sul fronte dell’accessibilità alle cure, della prevenzione e del rafforzamento della resilienza dei sistemi sanitari.
Secondo il documento, la rete delle circa 200mila farmacie presenti in Europa – animate dal lavoro quotidiano di oltre 500mila farmacisti – continua a rappresentare uno dei punti di accesso più immediati e capillari per i cittadini.
Un presidio sanitario di prossimità che, anche nel 2025, ha contribuito a garantire continuità assistenziale e orientamento nell’uso appropriato dei medicinali.
Tra i dossier chiave seguiti dall’organizzazione figurano le iniziative per contrastare le carenze di farmaci e l’avanzamento del Critical Medicines Act, insieme alla progressiva estensione dei servizi erogati in farmacia, come vaccinazioni e attività di screening.
Quattro, in particolare, le direttrici strategiche su cui si è concentrata l’azione del Pgeu: valorizzazione della rete europea, sviluppo dei servizi cognitivi e clinici in farmacia, gestione delle indisponibilità di medicinali e promozione di vaccinazione e prevenzione.
Un capitolo rilevante del report riguarda inoltre la collaborazione con l’Agenzia europea dei medicinali, soprattutto nell’ambito della farmacovigilanza e della segnalazione di sospette reazioni avverse.
Le farmacie svolgono anche un ruolo cruciale nell’educazione sanitaria, fornendo informazioni chiare e basate su evidenze sull’aderenza terapeutica e sull’uso corretto dei trattamenti.
Il quadro delineato evidenzia come le farmacie di comunità siano sempre più integrate nell’assistenza primaria.
I servizi offerti non vengono più considerati attività aggiuntive, ma strumenti concreti per migliorare l’accesso alle cure, intercettare precocemente i bisogni di salute e alleggerire la pressione su pronto soccorso e ospedali.
A spingere verso questo modello contribuiscono diversi fattori: l’invecchiamento demografico, l’emergere di nuove minacce sanitarie, le aspettative crescenti dei pazienti e la necessità di contenere la spesa pubblica.
In tale contesto, i farmacisti vengono riconosciuti come professionisti in grado di offrire servizi di qualità, sostenibili dal punto di vista economico e radicati nelle comunità locali.
“Nel momento in cui i sistemi sanitari europei affrontano pressioni senza precedenti, il valore della nostra rete è sotto gli occhi di tutti”, ha dichiarato Clare Fitzell, alla guida del Pgeu nel 2025.
“Le farmacie stanno evolvendo da semplici punti di dispensazione a veri e propri hub di cure primarie accessibili, capaci di garantire un’assistenza integrata e centrata sulla persona, vicino al domicilio dei cittadini”.
Un’evoluzione che trova riscontro anche nei progressivi adeguamenti normativi adottati in diversi Paesi europei, orientati ad ampliare le competenze operative dei farmacisti e a riconoscerne pienamente il contributo ai risultati di salute pubblica.