Farmaci anticoagulanti. Da società scientifiche preoccupazione per la nota 101 di Aifa
“Il trattamento del tromboembolismo venoso è un problema clinico e gestionale molto complesso, per questo motivo la nota 101 istituita recentemente dall’Agenzia italiana del farmaco per definire i criteri di prescrivibilità a carico del Ssn dei farmaci anticoagulanti orali va rivista”. È quanto sottolineano le società scientifiche Siset, Fcsa, Siapav, Simi, Fadoi, Sie, Sic in una lettera.
“Per quanto riguarda il metodo – spiega Valerio De Stefano, presidente della Società italiana per lo studio dell’emostasi e della trombosi (Siset) – la nota 101 indica scenari clinici e suggerisce alcuni comportamenti, tra cui l’estensione del trattamento. Ora la metodologia di una linea guida prevede un lavoro molto più trasparente di quanto è stato fatto con la nota 101, indicando il panel degli esperti partecipanti alla stesura, eventuali conflitti di interessi e la metodologia di lavoro. Nulla di tutto ciò risulta dalla pubblicazione della nota e a nostra conoscenza non vi è stato alcun contatto e alcuna concertazione con le società scientifiche che in questo momento rappresento”.
Il “secondo punto che mettiamo in discussione – sottolinea De Stefano – sono i contenuti. Il tromboembolismo venoso è un argomento molto controverso e in cui occorre una particolare esperienza per stabilire indicazione e durata del trattamento. Va infatti considerato che l’impiego di farmaci antitrombotici comporta inevitabilmente un rischio emorragico nel breve e lungo termine”.
“La nota 101 – continua – dà una serie di strumenti stratificando i pazienti a basso, medio e alto rischio di decorrenza trombotica e pazienti in basso, medio ed alto rischio di complicanza emorragica. Ma va detto che questi strumenti predittivi notoriamente non sono particolarmente efficaci in questo contesto e vi sono situazioni in cui il trattamento deve essere estremamente personalizzato, coinvolgendo anche i pazienti nei processi decisionali di valutazione rischio/beneficio”.
In conclusione, il presidente Siset, De Stefano, chiede che vi sia una riflessione su come integrare alcuni punti di discussione tra lo specialista e la medicina generale.
“Riteniamo che il ruolo dello specialista nel momento della diagnosi, nel momento della decisione del prolungamento del trattamento anticoagulante, e nel momento della sospensione al trattamento anticoagulante sia fondamentale. Tali snodi decisionali potranno e dovranno essere gestiti in collaborazione con i medici di medicina generale ma mai senza un’assunzione di responsabilità specialistica, a tutela soprattutto dei pazienti ma anche dei colleghi di medicina generale, potenzialmente esposti a situazioni di difficile gestione”, conclude De Stefano.