Ccnl farmacie private, esito negativo della procedura di raffreddamento: trattative ancora in stallo

Dopo mesi di confronto complesso e una ripresa del dialogo nelle scorse settimane, il negoziato per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale dei dipendenti delle farmacie private torna a registrare una battuta d’arresto.
L’incontro dell’11 febbraio, convocato nell’ambito della procedura di raffreddamento prevista dalla normativa vigente, non ha prodotto l’atteso riavvicinamento tra le parti.

È quanto emerge da una nota diffusa oggi dal sindacato dei titolari di farmacia.

Nel corso della riunione, la federazione dei titolari ha ribadito la propria disponibilità a proseguire il dialogo e ad approfondire le proposte già presentate il 4 febbraio scorso.
Sul tavolo resta l’offerta di un aumento retributivo pari a 200 euro per i farmacisti collaboratori inquadrati al I livello e a 130 euro per i dipendenti non farmacisti, cui si aggiungono 20 euro per tutti come elemento di garanzia, in attesa dell’avvio della contrattazione integrativa di secondo livello.

La proposta economica si inserisce in un quadro più ampio di interventi finalizzati – nelle intenzioni di Federfarma – a migliorare la qualità del lavoro e della vita professionale dei dipendenti di farmacia, intervenendo sia sul riconoscimento economico sia sugli aspetti organizzativi e contrattuali.

Secondo quanto riferito dalla federazione, tuttavia, le Organizzazioni sindacali non avrebbero manifestato disponibilità a rivedere le richieste iniziali e avrebbero subordinato la ripresa delle trattative alla presentazione di una nuova controproposta che preveda un ulteriore incremento degli aumenti salariali rispetto a quelli già avanzati. La procedura di raffreddamento si è quindi conclusa con esito negativo.

L’effetto immediato, sottolinea Federfarma, è un ulteriore rinvio della prosecuzione del confronto e, di conseguenza, il posticipo dell’applicazione delle nuove condizioni economiche e normative proposte, oltre che dei benefici fiscali collegati alla legge di bilancio 2026.

Il rinnovo del contratto resta dunque sospeso, in attesa di sviluppi che possano riaprire uno spazio di mediazione tra le parti.

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