Telemedicina e nuovi modelli di cura: a Napoli il confronto sulla sanità del futuro

Oltre 200 tra istituzioni, professionisti sanitari, manager, aziende e stakeholder dell’innovazione hanno partecipato a Napoli Bees Square 2026, nella Chiesa di Santa Maria la Nova, per una giornata di confronto dedicata al tema “Sanità post-digitale e territorio aumentato: il modello campano, la visione, i risultati“.
Al centro dei lavori la trasformazione della sanità regionale e il ruolo della digitalizzazione nella costruzione di nuovi modelli di assistenza, capaci di integrare dati, tecnologie, servizi e competenze per rispondere in modo più efficace ai bisogni dei cittadini.

La sfida non è più soltanto introdurre nuove tecnologie, ma misurarne l’impatto concreto: dalla semplificazione dei processi alla riduzione del carico amministrativo, fino al miglioramento della continuità assistenziale e dell’accessibilità ai servizi.
“Quest’anno parliamo espressamente di post-digitale perché pensiamo che sia uno dei traguardi raggiunti in Campania. La digitalizzazione non è più la novità di cui parlare, ma lo strumento quotidiano che produce risultati.
La domanda oggi è: cosa ci ha restituito? Quante ore in più i professionisti hanno dedicato alla cura invece che alla burocrazia e quanti spostamenti abbiamo risparmiato ai cittadini?”, ha sottolineato Raffaella Fonda promotrice dell’iniziativa.
Tra i temi affrontati anche il rafforzamento della rete territoriale. Loredana Raia, presidente della Commissione Sanità e Sicurezza Sociale del Consiglio regionale della Campania, ha illustrato gli interventi destinati all’emergenza-urgenza e al potenziamento del personale, evidenziando il ruolo delle Case di comunità e degli Ospedali di comunità nella presa in carico dei cittadini più fragili.
Secondo i dati illustrati durante l’incontro, sono attualmente attive 151 Case di comunità e 31 Ospedali di comunità.

Il confronto ha approfondito anche l’integrazione tra Fascicolo sanitario elettronico, telemedicina e intelligenza artificiale.

La disponibilità di dati completi e aggiornati può supportare i professionisti nella gestione dei percorsi di cura e contribuire a una programmazione più efficace dei servizi.
Televisita, telemonitoraggio, teleconsulto e teleassistenza possono inoltre favorire la continuità assistenziale, soprattutto per pazienti cronici, persone fragili e cittadini con difficoltà di mobilità.

Con l’introduzione della farmacia dei servizi, la telemedicina è ormai entrata anche nelle farmacie, che si configurano come presìdi di prossimità e rappresentano una risorsa importante soprattutto nelle aree rurali, lontane dagli ospedali, dove il punto di riferimento sanitario più vicino è spesso proprio il banco del farmacista.

È stata sottolineata anche l’importanza delle competenze digitali e dell’accompagnamento dei cittadini, in particolare delle fasce più anziane, nell’utilizzo dei nuovi servizi.
A chiudere i lavori Marinella D’Innocenzo, già Direttore Generale di Aziende Sanitarie:
“La tecnologia deve restare uno strumento, non diventare il fine. Il fine è sempre lo stesso: garantire una presa in carico più vicina, più semplice e più umana, soprattutto per le persone fragili e per le loro famiglie”.

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