ENPAF, confermato per il 2026 il contributo assistenziale ai farmacisti liberi professionisti: stanziati 400 mila euro

Anche nel 2026 l’Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza Farmacisti rinnova il proprio sostegno ai colleghi che esercitano fuori dai binari del lavoro dipendente.
Il Consiglio di amministrazione ha deliberato lo stanziamento di 400.000 euro per un contributo assistenziale una tantum destinato ai farmacisti liberi professionisti e alle figure assimilate, confermando una misura che negli ultimi anni si è ritagliata un ruolo di presidio per una fetta di categoria spesso meno tutelata.

A motivare la scelta, secondo quanto dichiarato dal presidente dell’ENPAF Maurizio Pace, è la volontà di dare continuità a un impegno che l’Ente considera tutt’altro che episodico, in un momento in cui la professione attraversa trasformazioni profonde.
Pace ha sottolineato come i farmacisti si trovino oggi a fare i conti con dinamiche di mercato nuove e articolate, e come proprio per questo l’Ente abbia scelto di rinnovare uno strumento pensato per chi, tra i liberi professionisti, è più esposto a tali cambiamenti.

Il contributo guarda in particolare a chi lavora con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, con borsa di studio, o comunque in forme di libera professione che attraversano strutture sanitarie e ospedaliere, università, mondo della ricerca: percorsi professionali che condividono spesso un tratto comune, quello di una minore stabilità del rapporto di lavoro. Non è un caso isolato nella strategia dell’Ente, che negli ultimi tempi ha costruito un ventaglio di misure calibrate sulle diverse fasi e condizioni della carriera, dai farmacisti specializzandi in avanti.

Per accedere al beneficio sono richiesti alcuni requisiti stringenti: il versamento dei contributi previdenziali a quota intera per il triennio 2024-2026, la regolarità dei pagamenti per l’anno in corso e l’assenza di morosità pregresse pari o superiori a un quarto del contributo dovuto per ciascuna annualità, anche qualora oggetto di rateizzazione presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Sul piano economico, il valore ISEE del nucleo familiare del richiedente non dovrà superare i 50.000 euro, mentre il patrimonio mobiliare risultante dall’attestazione ISEE potrà arrivare fino a 70.000 euro, con un incremento di 10.000 euro per ogni componente del nucleo oltre il secondo, fino a un tetto massimo di 90.000 euro.

L’assegnazione avverrà tramite una graduatoria che terrà conto sia della condizione economica del nucleo familiare, misurata attraverso l’ISEE, sia dell’anzianità contributiva a quota intera maturata nel decennio 2017-2026.
La nuova regolamentazione, approvata dal Consiglio di amministrazione, entrerà in vigore il primo settembre 2026.

Chi intende presentare domanda dovrà farlo esclusivamente attraverso la modulistica ufficiale disponibile sul sito dell’Ente, inviandola via PEC all’indirizzo posta@pec.enpaf.it entro il 30 settembre 2026.

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