L’uso di antibiotici potrebbe essere associato a un aumento del rischio di malattie infiammatorie croniche intestinali

Secondo quanto presentato durante la Digestive Disease Week 2022, l’uso di antibiotici, in particolare quelli mirati ai patogeni gastrointestinali, è stato associato a un aumento del rischio di malattie infiammatorie croniche intestinali in persone adulte.

“Questo rischio è maggiore con ogni successivo ciclo di antibiotici prescritti, negli 1-2 anni successivi all’uso di antibiotici e con antibiotici mirati ai patogeni gastrointestinali”, evidenzia Adam S. Faye, assistente professore di medicina e salute della popolazione presso la NYU Grossman School of Medicine.

“Sappiamo che l’incidenza delle IBD è in aumento negli anziani e pensiamo che i fattori ambientali siano più importanti della genetica – ha affermato Faye-. Quando si osservano i pazienti più giovani con nuove diagnosi di Crohn e colite ulcerosa, c’è generalmente una forte storia familiare. Ma negli anziani, sembra che sia qualche fattore ambientale ad innescarle”.

In seguito allo studio, gli esperti hanno rilevato che contava il tipo di antibiotico. Infatti, la maggior parte delle classi di antibiotici era associata a un aumentato rischio di IBD, ad eccezione di quelli che non influiscono sul microbioma gastrointestinale, come la nitrofurantoina.

“L’associazione tra l’esposizione agli antibiotici e lo sviluppo di IBD a esordio più remoto sottolinea l’importanza della gestione degli antibiotici come misura di salute pubblica e dovrebbe renderci giudiziosi nell’utilizzo in questa popolazione. Il nostro studio pone le basi per studi futuri per valutare i cambiamenti nel microbioma intestinale a seguito dell’uso di antibiotici, che clinicamente possono aiutare con la previsione e la prevenzione”, ha concluso Faye.

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