Pin It

ricetta digitale 2Un tempo, la grafia spesso illeggibile del medico rendeva le ricette poco comprensibili ai pazienti. Oggi, nonostante il computer e le prescrizioni stampate, a creare difficoltà sono le tante sigle, le abbreviazioni e l'estrema sintesi presenti spesso nelle comunicazioni del medico ospedaliero dirette al paziente. "È una situazione frequente. In farmacia abbiamo molto spesso richieste di chiarimento per le prescrizioni dopo le dimissioni da pronto soccorso o da un ricovero" ha spiegato ad una nota agenzia di stampa Achille Gallina Toschi, presidente di Federfarma Emilia Romagna, che sottolinea come il problema riguardi tutti i pazienti: non solo gli anziani, ma anche i giovani e le persone più istruite.

"La ricetta dematerializzata ha ridotto sicuramente il margine di errore per quanto riguarda l'identificazione dei farmaci"

"Insieme ai medici di famiglia – sottolinea Gallina Toschi – ci ritroviamo spesso a dover interpretare indicazioni siglate, abbreviate o molto sintetiche, consegnate al paziente rapidamente al momento dimissione. Inoltre abbiamo frequentemente richieste di spiegazioni sul modo d'uso dei farmaci prescritti, in particolare quelli da utilizzare con device innovativi. Le incomprensioni maggiori sono quelle sulle modalità di somministrazione. Un esempio sono le bustine per uso locale, ma prese erroneamente per bocca. Un altro caso è quello dell'eparina iniettabile, spesso prescritta dopo le fratture che obbligano a immobilità. Un farmaco che prevede iniezioni sulla pancia e che, invece, alcuni pazienti pensano di iniettare per via intramuscolare o in vena, con conseguenti danni". "In ospedale, infatti, a causa del sovraffollamento e alla riduzione del personale di questi anni – osserva il presidente di Federfarma Emilia Romagna – non sempre si riesce a dedicare sufficiente tempo ai pazienti che avrebbero bisogno di più indicazioni e spiegazioni. Inoltre, il fatto che nella maggior parte dei casi non ci sia un rapporto diretto e di lunga durata tra medico ospedaliero e assistito, come invece accade con i medici di famiglia e i farmacisti, non permette al paziente di porre tutte le domande che vorrebbe". Secondo Gallina Toschi, però, "la ricetta dematerializzata oltre a far risparmiare, ha ridotto sicuramente il margine di errore per quanto riguarda l'identificazione dei farmaci, ma ci sono ancora ricette scritte a mano o con abbreviazioni che non aiutano il paziente a capire e a gestire la sua cura".

©Redazione

federfarma     utifar      fenagifar    federfarmaservizi    pon1


coofarma bn1

unisalento         avis