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oppioidiIl Dipartimento di Giustizia degli Usa ha deciso di perseguire penalmente chiunque possieda, distribuisca o produca versioni illecite del farmaco oppioide fentanyl. Infatti, il medicinale è passato in classe I, equiparandolo di fatto all'eroina. La decisione è stata presa in seguito all'epidemia di abuso di oppiacei che sta interessando il Paese e durerà due anni, ma potrà essere estesa per un ulteriore anno. Il fentanyl poteva essere prescritto ed era classificato nel gruppo II, come sostanza che crea un'elevata dipendenza, anche se ha scopi medici. Portandolo nella classe I, dove c'è anche l'eroina, il fentanyl non avrà più indicazione medica. In questo modo potrà essere perseguito chi diffonde anche derivati alternativi.

Il fentanyl produce effetti simili a quelli della morfina

Dal 1999 negli Stati Uniti sono quadruplicate le prescrizioni di farmaci oppiacei, così come le morti per overdose provocate dal fentanyl. Secondo gli ultimi dati, infatti, questo potente analgesico sarebbe responsabile di quasi 4.000 decessi avvenuti l'anno scorso, con un aumento del 600% rispetto alle morti per overdose di questo tipo del 2014. Il fentanyl è un farmaco sintetizzato per la prima volta negli anni Sessanta e produce effetti simili a quelli della morfina, tra cui una forte diminuzione della percezione del dolore, che nel caso del suddetto medicinale è particolarmente rapida. Gli oppioidi sono prodotti in maniera sintetica, mentre gli oppiacei, come la morfina, sono derivati dell'oppio, il lattice che si estrae dal papavero officinale. Insieme ad altri farmaci, viene usato per anestetizzare i pazienti prima delle operazioni chirurgiche e viene prescritto per i casi più gravi di dolore cronico. Cento microgrammi di fentanyl equivalgono più o meno a 30 milligrammi di morfina. Il fentanyl appartiene alla classe delle fenilpiperidine. Si tratta di un agonista forte del recettore μ, dotato di elevatissima attività oppioide intrinseca. Il fentanil è disponibile in formulazioni farmaceutiche adatte alla somministrazione per via orale, per via inalatoria, per via transdermica e per via parenterale. 

©Redazione

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