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grubissaDopo il caso della probabile chiusura della farmacia comunale di Monte Pelmo di Val di Zoldo, comune del bellunese di 3.200 abitanti, il presidente di Federfarma Belluno, Roberto Grubissa ha lanciato l'allarme sul precario futuro delle farmacie montane. "Questo episodio è solo il più recente sintomo di un tracollo che denunciamo da tempo - precisa Grubissa - e che ha nella scarsa considerazione delle zone montane da parte delle politiche regionali, uno dei principali responsabili".

Secondo Grubissa, il quadro dei comuni montani è drammatico: "il futuro delle farmacie è uno dei campanelli d'allarme, assieme ai dati sullo spopolamento". I paesi, continua, "si sono già svuotati degli uffici postali, delle caserme, dei sindaci, dei medici e persino dei parroci. Ora tocca alle farmacie e a spingere è la miopia della politica, che dichiara di voler difendere il territorio montano e invece agisce per il suo impoverimento, con il contenimento della spesa farmaceutica e la concorrenza sleale del Servizio sanitario". "Concorrenza attuata tramite la distribuzione diretta dei farmaci da parte delle strutture ospedaliere - spiega ancora Grubissa - impiegando anche infermieri, che potrebbero occuparsi di assistere i malati. E questo a discapito delle farmacie. Una scelta politica regionale che critichiamo da tempo, ma di cui oggi vediamo evidenti conseguenze nella difficile sopravvivenza delle farmacie nei piccoli comuni e anche nelle città più popolose, dove la cosiddetta "distribuzione diretta" delle aziende sanitarie si accompagna alla mancata revisione della pianta organica, cioè del posizionamento intelligente delle farmacie nel territorio comunale". "Nelle altre attività commerciali - conclude il presidente di Federfarma Belluno - ai cali dei ricavi si risponde solitamente con un taglio dei costi. Alla farmacia ciò non è possibile perché il suo servizio deve continuare a rispettare standard elevati. Se non può garantire il servizio, quindi, la farmacia può soltanto chiudere. E a pagare sono soprattutto gli anziani e i malati". 

©Redazione

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