foto 7 menopausaLa Food and Drug Administration ha approvato il primo farmaco a base di prasterone per trattare le donne in menopausa che soffrono di forti dolori durante i rapporti sessuali. Si tratta del primo medicinale che ha come principio attivo il prasterone, noto anche come deidroepiandrosterone (DHEA), un ormone prodotto dal corpo umano con le ghiandole surrenali e nel cervello, che con l'avanzare dell'età tende a diminuire.

Durante la menopausa, i livelli di estrogeni calano nei tessuti vaginali, causando un disturbo noto come atrofia vulvare e vaginale, che ha tra i sintomi anche il dolore durante i rapporti sessuali. Il farmaco è stato testato su 406 donne sane in menopausa, dai 40 agli 80 anni, che soffrivano di dolori moderati o forti durante il sesso. Rispetto al placebo, si è dimostrato capace di ridurre l'intensità del dolore e il più comune effetto collaterale sono state perdite vaginali. Anche se il Dhea è usato in alcuni integratori dietetici, l'efficacia e sicurezza di questi prodotti finora non è stata dimostrata per la diagnosi, cura, trattamento o prevenzione di nessuna malattia. Per menopausa si intende quel periodo fisiologico della vita di ogni donna caratterizzato da importanti cambiamenti della funzione ormonale femminile che determinano la scomparsa del ciclo mestruale.

Nella donna le ovaie iniziano la produzione di ovuli all'età del menarca: tale attività cessa spontaneamente tra i 45 e i 55 anni, nel periodo fisiologico definito menopausa. La menopausa, specie nei Paesi occidentali industrializzati è accompagnata abbastanza spesso da disturbi che possono compromettere la qualità della vita a breve, medio e lungo termine. I sintomi più frequenti sono le vampate di calore, di cui il 55% delle donne ne soffre, seguite dall'aumento di peso (40%), l'impatto sul sonno (31%), gli effetti negativi sull'umore (23%), le problematiche legate alla sessualità (secchezza vaginale 29%, calo del desiderio 29%, difficoltà nei rapporti sessuali 11%). Aumenta, inoltre, il rischio di malattie cardiovascolari e diminuisce la densità ossea, con maggior rischio di fratture e osteoporosi.

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