foto 2 illegalIn occasione della Giornata nazionale della legalità, Confcommercio in collaborazione con Format Research ha realizzato la ricerca "Contraffazione e abusivismo: in aumento il fenomeno e i rischi per la salute", una panoramica sugli acquisti di merce illegale. Secondo i dati raccolti dalla Confcommercio, nel 2016 il 27% circa dei consumatori ha acquistato almeno una volta prodotti illegali o ha utilizzato servizi offerti da soggetti non autorizzati.

Abbigliamento (+2,1%) e audiovisivi, videogiochi, musica (oltre il +2%) svettano su tutti, ma tra i settori più colpiti ci sono anche i gioielli e i generi alimentari. Cala, però, tra i consumatori italiani, la propensione ad acquistare farmaci dai canali illegali del contrabbando: erano poco più del 21% nel 2014, sono scesi sotto il 20% l'anno dopo e nel 2016 sono circa il 15%. Il 72% circa dei consumatori pensa che acquistare prodotti illegali sia "normale" o "utile" per chi è in difficoltà. Il consumatore di merci taroccate, poi, è in prevalenza donna (54%), ha fra i 35 e i 54 anni e risiede più frequentemente nel Meridione (43,7%) o nel centro Italia (24,7%). Oltre il 20% di coloro che acquistano contraffatto sono pensionati, mentre è aumentata del 3,5% la percentuale dei consumatori di famiglie monoreddito con bassa capacità di spesa che acquistano prodotti illegali. La situazione cambia per ciò che riguarda l'acquisto di farmaci contraffatti: secondo l'80% dei consumatori, sono gli acquisti più pericolosi perché strettamente legati alla salute. La consapevolezza del rischio sale al 96% quando si chiede loro se è rischioso comprare medicinali sul web. Il 70%, poi, dichiara di essere informato anche delle sanzioni cui si va incontro quando ci si rivolge ai canali illegali, ma ciò non ha impedito a un consumatore su 4 di acquistare nel 2016 almeno un prodotto contraffatto. L'indagine di Confcommercio rileva che le ricadute della falsificazione sulle imprese italiane comprendono concorrenza sleale, erosione dei fatturati, crescita degli investimenti per la sicurezza aziendale (videosorveglianza), mancate assunzioni, perdita di competitività. 

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