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tribunale amministrativoIl Consiglio di Stato, con ordinanza 4632 del 14/10/2016, ha rigettato l'appello, contro l'ordinanza cautelare n. 282/2016 del TAR Puglia, proposto da una società di farmacisti, che dopo essere risultata assegnataria di una sede farmaceutica nel concorso straordinario bandito dalla Regione Piemonte, si era visto revocare l'assegnazione della sede farmaceutica per la quale aveva partecipato, con esito positivo, nella Regione Puglia.

La compagine associativa aveva impugnato al TAR il provvedimento, dando corso al contenzioso. Infatti, l'ordinanza del TAR pugliese recitava che "la possibilità di partecipare al concorso in non più di due Regioni risponde alla finalità di ampliare al massimo le chances di partecipazione, quindi di favorire l'accesso alla titolarità di farmacie di un più ampio numero di aspiranti, ma non pare implicare anche la possibilità di duplice assegnazione di sedi in capo al medesimo concorrente". Quindi, il Consiglio di Stato, confermando la suddetta ordinanza, ha ritenuto "nei limiti della delibazione sommaria propria della fase cautelare, che le considerazioni svolte dal primo giudice debbano essere condivise... ferma restando l'opportunità di una sollecita trattazione nel merito del ricorso di primo grado presso il Tribunale Amministrativo adito". L'ordinanza della Corte Suprema ha finalmente dissipato qualsiasi forma di dubbio sull'interpretazione della norma sancita dalla Legge 27/2012, che per tanti anni ha fatto discutere sulla possibilità di vincere due farmacie in due diversi concorsi. Perciò, ora i vincitori delle nuove sedi farmaceutiche dovranno operare una scelta ed indicare quale sia la sede di preferenza. 

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