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anziano farmaciUno studio condotto dal dipartimento di Farmaco-epidemiologia e di Farmacia clinica dell'università di Utrecht, in Olanda, in collaborazione con l'Istituto di ricerca sui Servizi per la Salute e alla Fondazione Kidney, ha dimostrato che poter mantenere un contatto telefonico con il proprio farmacista nelle settimane successive all'avvio di una cura aiuta a migliorare il tasso di aderenza alle terapie per i pazienti.

L'analisi intitolata "Effects of Telephone Counseling Intervention by Pharmacists (TelCIP) on Medication Adherence; Results of a Cluster Randomized Trial" ha voluto quantificare il ruolo dei farmacisti in quanto professionisti della salute, anche quando esso si traduce in un rapporto a distanza. Le consulenze sono state effettuate dai titolari di 53 farmacie territoriali nei Paesi Bassi, su pazienti di età superiore ai 18 anni che hanno iniziato una serie di trattamenti come per esempio, di terapie a base di medicinali antidepressivi o di statine. Le farmacie sono state divise in due gruppi, in funzione del tipo di cure. Per un periodo di tempo variabile tra 7 e 21 giorni dopo l'inizio dei trattamenti, i farmacisti hanno assicurato un contatto telefonico al fine, da un lato, di fornire consigli e informazioni complementari rispetto alle terapie, dall'altro di indagare sul grado di informazioni in possesso dei pazienti. La ricerca ha riguardato 3.627 pazienti in un gruppo di controllo e altri 3.094 in un gruppo di intervento. Il risultato ha rivelato che in tutte le terapie il coinvolgimento delle persone attraverso la consulenza telefonica dei farmacisti ha consentito di migliorare l'aderenza in modo "statisticamente significativo". L'unica eccezione è stata per i pazienti trattati con cure a base di farmaci antidepressivi: in questo caso non sono stati riscontrati cambiamenti degni di nota. 

©Redazione

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